Raddoppio rampe Ponte San Giovanni, pressing su Anas

Raddoppio rampe Ponte San Giovanni, pressing su Anas

Pensa Perugia chiede cantieri sicuri e meno disagi

Di Tommaso Benedetti

Raddoppio rampe – Il gruppo consiliare Pensa Perugia ha presentato un ordine del giorno che punta a ridurre i disagi dei lavori avviati e programmati da Anas sul raccordo Perugia–Bettolle, con particolare riferimento alle gallerie “Madonna Alta” e “Prepo”. La richiesta è di una gestione più coordinata dei cantieri che interesseranno il territorio comunale nei prossimi mesi, garantendo sicurezza e chiarezza nei tempi.

L’iniziativa si inserisce nel percorso già avviato in Commissione sul progetto di raddoppio delle rampe a Ponte San Giovanni, un intervento datato 2017 ma considerato strategico per migliorare la fluidità del traffico. Il capogruppo Lorenzo Mazzanti ha sottolineato come l’amministrazione attuale si stia assumendo la responsabilità della fase decisoria, dando impulso a un’opera attesa da anni. Al tempo stesso, ha ribadito che si tratta di un tassello di una strategia più ampia di riordino della mobilità cittadina.

Gli uffici comunali hanno posto condizioni tecniche imprescindibili: uno studio trasportistico aggiornato, la riconfigurazione della viabilità Balanzano–Ponte San Giovanni coerente con il Piano regolatore, il contenimento degli allargamenti stradali verso gli abitati, l’inserimento di barriere antirumore e un cronoprogramma condiviso.

Il parere tecnico ha inoltre proposto opere integrative non previste da Anas: nuove rotatorie allo svincolo di Balanzano e al nodo Ponte San Giovanni–Torgiano, con particolare attenzione a via Manzoni, via Benucci e agli accessi alla E45.

L’ordine del giorno impegna la sindaca e la Giunta a richiedere un piano lavori dettagliato, con tempi certi e cantieri organizzati privilegiando lavorazioni notturne e percorsi alternativi. Centrale anche la richiesta di una comunicazione trasparente ai cittadini e la messa in sicurezza della strada statale 728, soprattutto nelle zone di Colle Umberto e San Giovanni del Pantano, dove persistono criticità legate a curve pericolose e scarsa illuminazione.

Mazzanti ha concluso ribadendo che le opere devono coniugare sviluppo infrastrutturale e qualità della vita dei quartieri, puntando a una mobilità più fluida e partecipata.

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