Comitato denuncia lacune e rischi nel potenziamento dello svincolo
Ponte San Giovanni – Il Comitato “Chi salverà Ponte San Giovanni?” APS ha reso note le sue perplessità sul progetto di potenziamento dello svincolo di Ponte San Giovanni (PG8725), collegato all’E45_RA06 e alla SS3Bis “Tiberina”. L’intervento, mirato al raddoppio delle rampe di accesso, è ritenuto insufficiente per risolvere i problemi di traffico, inquinamento e vivibilità della zona, che continueranno a essere pesantemente influenzati dai volumi attuali e futuri di traffico.
Secondo il Comitato, il progetto manca di uno studio trasportistico di capacità complessiva del sistema, richiesto dal Comune di Perugia sin dalla Conferenza preliminare di due anni fa, ma ineseguito. Un’assenza che rischia di compromettere la coerenza progettuale e di generare costi e ritardi futuri. Inoltre, non è stato effettuato uno studio ambientale dettagliato sugli impatti inquinanti e acustici, indispensabile per valutare l’efficacia delle misure di mitigazione.
Criticità emergono anche sul raddoppio delle rampe: la nuova configurazione porterà a un collo di bottiglia di 5 corsie su due, causando potenziali riflussi di traffico e rallentamenti, peraltro peggiorati dal ridotto raggio di curvatura di alcuni tratti e dal nuovo cavalcavia vicino ad abitazioni a Balanzano. La gestione dei cantieri, prevista in 11 fasi per 730 giorni, rischia inoltre di aggravare la congestione sulla viabilità locale, con chiusure temporanee che devieranno traffico nei centri abitati.
Il Comitato conclude che questo progetto, pur essendo un passo, non risolve i nodi complessivi di viabilità e salute pubblica su Ponte San Giovanni e invita il Consiglio Comunale a valutare con attenzione tutti questi aspetti prima di procedere al voto.

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