Nuovo svincolo E45, presentato il progetto a Perugia

Nuovo svincolo E45, presentato il progetto a Perugia

Incontro al circolo Primo Maggio di Ponte San Giovanni

Mercoledì 3 settembre 2025, nella sala gremita del Centro socio culturale Primo Maggio di Ponte San Giovanni, si è svolta una presentazione pubblica dedicata al progetto definitivo di Anas per l’ampliamento dello svincolo della E45 e delle rampe di collegamento con il raccordo Perugia–Bettolle. L’incontro, atteso da tempo, ha segnato un passaggio rilevante per il quartiere, coinvolgendo residenti, associazioni e rappresentanti del territorio. Come scrive la fonte nel comunicato, l’appuntamento è stato pensato come occasione di confronto su un’opera destinata a incidere direttamente sulla quotidianità di migliaia di persone.

A introdurre i lavori è stato Luigi Ercolani, presidente dell’associazione Chi salverà Ponte San Giovanni, che ha ripercorso il lungo percorso di studi, analisi e confronti condotto negli ultimi anni con tecnici e professionisti. Nel suo intervento ha ringraziato l’ingegner Tacconi, l’ingegner Insolera, oltre a Fausto Cocciari, figura storica del quartiere, e al professor Ranfa, che ha contribuito con un’analisi puntuale degli aspetti ambientali. È stato sottolineato come il lavoro rappresenti il risultato di un impegno volontario e collettivo, mosso dall’intento di dare voce alle esigenze della comunità.

Ercolani ha ricordato che la spinta principale all’avvio del progetto deriva dalla necessità di affrontare il tema della salute pubblica. I dati presi in esame, provenienti da rilevazioni ambientali e da fonti sanitarie, segnalano infatti livelli di inquinamento atmosferico che non possono più essere ignorati. L’esposizione prolungata alle polveri sottili e ad altre sostanze nocive, ha spiegato, incide sull’apparato respiratorio ma anche sull’intero organismo, con rischi evidenti per la popolazione residente.

La sala ha accolto numerosi interventi che hanno posto al centro la vita quotidiana di chi abita nell’area: oltre 20.000 persone vivono a stretto contatto con i disagi del traffico, mentre circa 90.000 utenti transitano ogni giorno lungo la superstrada. Le congestioni, i rallentamenti e i tempi di percorrenza eccessivi sono diventati la regola, con situazioni paradossali in cui pochi chilometri richiedono anche un’ora di tragitto.

Il progetto di ampliamento dello svincolo, hanno chiarito i promotori, punta a ridurre questa pressione costante. Restano però forti perplessità sull’effettiva capacità dell’opera di risolvere i nodi strutturali. Alcune voci istituzionali hanno suggerito ipotesi di interventi provvisori, definiti “a tentativi”, ma l’associazione ha ribadito che una spesa di decine di milioni di euro non può essere affrontata senza una visione complessiva. Per la comunità occorre chiarezza sui costi, sui benefici attesi e sulla reale efficacia, onde evitare lavori parziali che non affrontino il problema nel suo insieme.

Nella presentazione è stato anche messo in evidenza il carattere comunitario dell’esperienza maturata dall’associazione. In quattro anni il gruppo è cresciuto da poche persone a centinaia di iscritti, un segnale della sensibilità diffusa attorno ai temi del traffico e dell’inquinamento. È stato ricordato che la quota associativa rimane puramente simbolica, destinata unicamente a coprire spese di stampa e materiali, a conferma di un impegno nato dal basso e alimentato dalla volontà dei cittadini.

Tra i momenti più significativi della serata, la partecipazione di Andrea Guarducci, giovane coordinatore delle associazioni di Balanzano. A lui è stato riconosciuto il merito di aver consolidato i rapporti fra realtà diverse del territorio, dal circolo Arci alla pro loco, fino al gruppo sportivo, in un’ottica di collaborazione e responsabilità condivisa. Secondo Ercolani, la presenza delle nuove generazioni rappresenta un segnale di continuità e di speranza per il futuro del quartiere.

Durante il dibattito è stato sottolineato che l’opera non può essere valutata solo su basi tecniche. La questione riguarda direttamente la vita delle persone, costrette ogni giorno a convivere con code interminabili, livelli elevati di emissioni nocive e una pressione costante sul tessuto urbano. L’associazione promotrice ha chiarito che l’incontro di Ponte San Giovanni non è da intendersi come un punto conclusivo, ma come l’avvio di un percorso di confronto con istituzioni e realtà sociali.

A chiusura della serata sono state proiettate immagini e simulazioni del nuovo svincolo, strumenti utili a comprendere meglio l’impatto dell’opera. Le proiezioni hanno suscitato domande, osservazioni e riflessioni da parte del pubblico, a testimonianza dell’interesse e dell’attenzione con cui la comunità segue il tema. Non sono state assunte decisioni definitive, ma il clima partecipato ha evidenziato quanto la questione sia avvertita come prioritaria.

Dal cuore storico e culturale del quartiere, il circolo Primo Maggio, è arrivato un messaggio chiaro: la comunità intende partecipare attivamente alle scelte sul futuro del territorio. L’obiettivo non è soltanto migliorare uno svincolo stradale, ma garantire salute, ridurre l’inquinamento e assicurare una viabilità realmente sostenibile. Un impegno che, come ribadito dai promotori, richiede il contributo e la responsabilità di tutte le istituzioni chiamate a decidere sul progetto.

La serata ha dunque rappresentato una tappa significativa di un percorso che continuerà nelle prossime settimane, con l’auspicio che le osservazioni dei cittadini e gli approfondimenti tecnici possano confluire in un disegno organico, capace di dare risposte concrete alle esigenze di Ponte San Giovanni e dell’intera area di Perugia.

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