Presentazione lavori tratta nord FCU, Assessore Chianella: «Siamo Fiduciosi»

da Giuseppe Chianella (assessore)
Presentazione lavori tratta nord FCU, Assessore Chianella: «Siamo Fiduciosi». Occorre ricordare che questa amministrazione regionale sin dal suo insediamento giugno/luglio 2015 ipotizzò il trasferimento della gestione e quindi tecnicamente il trasferimento della concessione allora ed ancora oggi in capo ad Umbria Mobilità a RFI e questo nell’ottobre 2015-gennaio 2016.

Questa ipotesi traeva spunto sia dalle difficoltà della stessa azienda UM, sia perché l’infrastruttura FCU rappresentava e rappresenta per una ampia parte una chiusura dell’anello infrastrutturale Perugia/Terni e sia perché era evidente che necessitavano capacità tecniche nella gestione dell’infrastruttura ed interventi manutentivi che forse con le risorse a disposizione non era più possibile una gestione così come si era protratta per molti anni.

Iniziò quindi questo percorso nella primavera del 2016. Nel luglio del 2016 arriva, purtroppo, il disastro di Andria che modifica sostanzialmente il quadro generale e l’aver sottoposto, con il decreto del 5 agosto, le linee regionali interoperabili come FCU sotto l’egida di ANSF e sotto l’obbligo di interventi corposi negli aspetti che sovrintendono alla sicurezza ha cambiato ovviamente l’orizzonte; orizzonte perché vorrei dirlo sul quale noi eravamo già orientati.

Altro aspetto importante l’approvazione del PRT nel dicembre 2015 riconfermava FCU infrastruttura strategica nel panorama regionale. L’aver intercettato risorse importanti per interventi manutentivi nei fondi FSC ha permesso di disegnare una strategia che riteniamo fondamentale per le prospettive di FCU.

Diciamocelo FCU non avrebbe avuto un futuro, oggi FCU ha una prospettiva importante. L’infrastruttura da Città di Castello a PSG è stata rifatta sostanzialmente nuova e potrete vederla, aver individuato RFI come soggetto attuatore degli interventi sin da subito ha permesso di realizzare questi interventi in tempo record, ripeto in tempo record, abbiamo rifatto 50 chilometri di ferrovia in meno di un anno.

Certo i lavori non sono finiti quello che è stato fatto e che provengono dalla delibera Cipe del dicembre 2016 sono lavori finalizzati all’infrastruttura al rinnovo dell’armamento ad interventi su opere d’arte, altri lavori verranno fatti ma compatibili con la presenza di esercizio e tutto questo per portare gli standard tecnologici ai livelli dell’infrastruttura ferroviaria nazionale. Abbiamo scelto d’accordo con RFI l’installazione del sistema ERTMS che 6 un sistema di controllo più avanzato del SCMT. E ricordo anche i lavori che stiamo facendo su PSG S. Anna, non voglio sfuggire alla questione del segmento Città di Castello S. Sepolcro che nei programmi ho parlato con i sindaci e valuteremo appena superato questo empasse.

L’aver fatto poi un ampio percorso dal punto di vista amministrativo per il trasferimento della concessione ad RFI da una prospettiva a questa infrastruttura, prospettiva che non avrebbe avuto se non l’avessimo fatto, manca poco dobbiamo definire gli ultimi atti per il trasferimento stesso entro dicembre.

L’aver chiesto ed ottenuto dal governo Gentiloni, o dal ministro Del Rio, l’inserimento nel decreto dell’aprile 2018 della tratta PSG Terni come di “Interesse nazionale” ha chiuso il cerchio. Certo noi abbiamo chiesto tutta la tratta di 153 Km ma i criteri adottati sono stati per noi come per altri che i segmenti dichiarati chiudessero un cerchio infrastrutturale e solo PSG Terni chiude il cerchio appunto Terni Spoleto Foligno Perugia Todi Terni.

Questo è il quadro, quello che vedrete tra un po’ sono i lavori devo dire per averli visti in questi ultimi mesi molte volte eccezionali, questa è la strategia che la giunta regionale a cominciare dalla Presidente ha messo in campo che non è poco ma è molto è una strategia complessa che sconta una burocrazia del nostro paese con la quale dobbiamo farci i conti.

Io in questi ultimi giorni ho sentito tante parole dette da detrattori che parlano senza sapere quello che dicono, senza conoscere le questioni, senza conoscere le leggi, entrando in tecnicismi e sbagliando su quelli, solo per parlare male.

Abbiamo corso nei viaggi di collaudo tra Umbertide e PSG, a 80 KM 90 Km ma qualcuno da Roma per una situazione generale ha deciso che in questo momento dobbiamo viaggiare a 50 Km come accade però anche in altre regioni.

Avevamo programmato la riapertura come sapete 12 e 24 e solo venerdì in tarda serata abbiamo preso atto che Ansf vuole documentazione integrativa e solo all’esito di questa documentazione darà l’assenso. Siamo fiduciosi e non credo che qualche giorno 10 o 15 modifichi la vita considerando che la tratta Città di Castello Umbertide è chiuso l’esercizio da tre anni mentre Umbertide PSG da una anno, credo che tutto quello che è stato fatto che è tanto ripeto tanto è state fatto nell’interesse della regione, dei cittadini, dei pendolari ma soprattutto ha data un futuro a questa ferrovia che, possiamo dire senza ombra di esser smentiti, altrimenti non avrebbe più avuto.

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