Fcu passerà alle ferrovie nazionali, il passaggio ad aprile

Aeroporto Perugia, Chianella, nuovi accordi sono con compagnie solide

Fcu passerà alle ferrovie nazionali, il passaggio ad aprile

Il Comitato per il controllo e la valutazione, presieduto da Roberto Morroni, ha ascoltato questa mattina l’assessore regionale Giuseppe Chianella per un report sullo stato di attuazione del Piano regionale dei trasporti. L’informativa è stata richiesta dal consigliere Marco Squarta (FdI), che in apertura dei lavori ha chiarito l’esigenza di “fare il punto su quanto è stato fatto in termini di investimenti, infrastrutture e sullo sviluppo dell’aeroporto. Molte delle indicazioni del Piano non sono state nemmeno avviate. Era previsto di rafforzare i collegamenti ferroviari con Roma e Firenze (raddoppio della Foligno-Terontola e della Spoleto-Terni) ma non sono stati fatti passi avanti; la gara per il trasporto pubblico non è stata fatta, la situazione dell’aeroporto resta drammatica e del previsto terminal bus non c’è traccia”.

L’assessore Chianella ha spiegato che “la Regione ha continuato a lavorare tenendo presente quanto previsto dal Piano approvato nel 2015 e il cui aggiornamento dovrebbe avvenire ogni 6 anni. Nel frattempo però il quadro è cambiato e così alcuni obiettivi. Per la FCU, ad esempio, dopo il disastro di Andria è cambiato il quadro normativo in materia di sicurezza: l’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria ha imposto criteri più rigidi. A breve un primo consiglio di amministrazione di Rete ferroviaria italiana approverà la creazione di una NewCo e i primi di aprile l’assemblea di Rfi dovrà ratificare l’operazione che porterà all’incorporazione della Fcu, che per noi resta una struttura fondamentale.

Peraltro la tratta sud (Ponte San Giovanni-Terni) è stata dichiarata di interesse nazionale e per i prossimi 5 anni il Governo attuale ha confermato lo stanziamento di 583milioni per la manutenzione e i raddoppi selettivi. Sul raddoppio della Foligno-Terontola ci sono già 32milioni di euro già stanziati da Rfi, a cui chiederemo un quadro preciso degli interventi che intende realizzare fino al 2021. Anche la CRISI ECONOMICA ha influito sul rispetto delle previsioni del Piano: le difficoltà delle imprese hanno bloccato alcune opere, come la strada Terni-Rieti, il raddoppio ferroviario Spello-Campello.

Il completamento della Terni – Civitavecchia è stato invece bloccato ds un ricorso al Tar del Lazio su questioni ambientali. In relazione all’ALTA VELOCITÀ, non c’è ancora una decisione da parte del Ministero sulla stazione Medio Etruria. Nel frattempo ci siamo mossi per l’arretramento del Frecciarossa su Perugia e l’apertura di una sperimentazione su Chiusi. Stiamo aspettando la decisione di Trenitalia su Orte, una fermata che darebbe una risposta all’Umbria del sud, agganciandola alle linee ferroviarie veloci. Sono previsti 236milioni per il nuovi treni e l’ammodernamento di quelli già in uso per i collegamenti su Roma.

Per il TRASPORTO SU GOMMA, avevamo fatto dei passaggi con il Governo precedente in relazione alla E78, per la riqualificazione nella parte marchigiana e la realizzazione del tratto tra Umbria e Toscana (Arezzo-Siena); dobbiamo verificare se il nuovo governo manterrà quegli indirizzi. Abbiamo trasferito ad Anas alcune strade, come quella del Pantano (SS 728), il cui potenziamento potrebbe togliere traffico al Nodo di Perugia. Nell’ambito del confronto con la Regione Marche affronteremo anche le questioni relative all’accessibilità delle zone terremotate.

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