BRT di Perugia, Confesercenti: “Una polpetta avvelenata”

Critiche alla nuova grande struttura commerciale in via Settevalli

BRT di Perugia, Confesercenti: "Una polpetta avvelenata"

BRT di Perugia, Confesercenti: “Una polpetta avvelenata”

BRT di Perugia – Il progetto per la realizzazione del BRT (Bus Rapid Transit) di Perugia continua a suscitare preoccupazioni tra le associazioni di categoria, in particolare per l’area dell’ex mercato ortofrutticolo di via Settevalli, dove è prevista l’apertura di una grande superficie di vendita del marchio Esselunga. La nuova struttura, che occuperà circa 3500 metri quadrati destinati alla vendita di prodotti alimentari, si estenderà ulteriormente con altre attività commerciali. Secondo il presidente provinciale di Confesercenti, Valter Puliti, si tratta di una “gigantesca polpetta avvelenata”, capace di generare effetti negativi per l’intera area.

Le critiche al progetto
Sebbene Esselunga sia un marchio di grande prestigio nel settore della grande distribuzione, le critiche si concentrano sulla scelta di realizzare una struttura così imponente senza tenere conto delle problematiche legate alla saturazione del mercato commerciale. In particolare, Confesercenti sottolinea che la nuova opera non rispetterebbe la normativa regionale che impone la valutazione della “saturazione” dell’offerta commerciale, un aspetto che appare facilmente dimostrabile per l’intervento previsto in via Settevalli. La preoccupazione principale riguarda le ripercussioni che il progetto avrà sulle piccole attività commerciali della zona e sulla struttura complessiva della città.

Politica e pianificazione urbanistica
Puliti denuncia una contraddizione nelle politiche locali, dove da un lato si affermano intenzioni di limitare la proliferazione di strutture commerciali, mentre dall’altro si favoriscono interventi come quello di via Settevalli. Il presidente di Confesercenti esprime anche preoccupazione per la rapidità con cui il progetto è stato approvato, a fronte di altre opere urbanistiche che, al contrario, sono rimaste ferme per lungo tempo. Questa disomogeneità nelle tempistiche solleva dubbi sulla priorità assegnata alla pianificazione urbana rispetto ad altri interventi.

La questione dei parcheggi
Un altro punto di criticità riguarda la carenza di parcheggi a supporto della nuova struttura commerciale. Secondo alcune voci, sembra che il progetto non abbia adeguato il numero di posti auto, elemento essenziale per un’area che sarà caratterizzata da una forte affluenza di clienti. Confesercenti teme che la proprietà possa monetizzare questo aspetto, consentendo una compensazione economica in luogo della realizzazione di spazi adeguati per il parcheggio. Questo approccio, secondo Puliti, rischia di riportare la città indietro nel tempo, agli anni ’80, quando la pianificazione urbanistica veniva vista come un ostacolo allo sviluppo, con il risultato di intere aree urbane prive dei servizi necessari.

Le conseguenze per il commercio locale
L’apertura della nuova struttura rischia di danneggiare le piccole attività commerciali della zona e dei quartieri limitrofi. Confesercenti mette in guardia contro un possibile scenario in cui, oltre ai negozi di vicinato, anche le grandi superfici di vendita potrebbero subire un impatto negativo, a causa di una concorrenza eccessiva e una pianificazione urbanistica inefficace. Puliti esprime infine una riflessione sulla scelta che la politica sembra voler adottare, definendo il progetto come un esempio di come “se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”, facendo riferimento alla famosa frase di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

I video

 

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*