Aeroporto: sempre operativo per emergenze sanitarie

AereoportoL’aeroporto San Francesco di Assisi ha un ruolo importante per le emergenze sanitarie che possono verificarsi nella Regione o in generale, nelle regioni italiane. Soprattutto nel settore dei trapianti, essendo la sanita’ umbra, con l’ospedale Santa Maria della Misericordia, un punto d’eccellenza. Nella tragica vicenda della morte di Riccardo Bazzurri e del conseguente espianto d’organi, lo scalo umbro e’ rimasto aperto per tutta la notte, in forza di un protocollo d’intesa firmato il 25 marzo dalla prefettura di Perugia e dai diversi soggetti che, con varie competenze, operano nello scalo. Questo per “permettere l’atterraggio e/o il decollo di aeromobili impiegate nei trasporti sanitari salva vita”. Quel protocollo venne firmato dall’allora prefetto di Perugia Antonio Reppucci (oggi a disposizione del Viminale per le note dichiarazioni sul mondo della droga nel capoluogo) dal Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco, Stefano Marsella, dai Direttori Sanitari delle USL Umbria 1, Diamante Bacchiarini, e Umbria 2, Imolo Fiaschini, dal Direttore Sanitario dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, Manuela Pioppo, dal Direttore del Centro di Riferimento Regionale Trapianti per l’Umbria, Tiziana Garzilli, dal Responsabile del “118” Umbria Soccorso, Mario Capruzzi, dal Direttore Aeroportuale ENAC Silvia Ceccarelli, dal Direttore ENAV, Stefano Mancuso, e dal Direttore della SASE S.p.A., Piervittorio Farabbi. segue
Il documento disciplina “in modo puntuale le procedure che devono essere seguite dalle Istituzioni coinvolte nel caso si renda necessario riaprire tempestivamente il locale aeroporto o protrarne l’orario di operatività, onde consentire l’effettuazione di trasporti aerei per interventi sanitari urgenti da realizzarsi entro limiti di tempo determinati ed improrogabili, come nelle ipotesi di trapianti di organi, di trasferimento di materiale da trapianto o delle equipes per il prelievo o l’impianto di organi, ovvero in favore di cittadini italiani gravemente malati o traumatizzati in imminente pericolo di vita.” Allora, nel marzo 2014, venne definito “esempio di fattiva sinergia collaborazione interistituzionale”, che nella fattispecie da’ i suoi risultati. Infatti la Prefettura di Perugia ha coordinato tutte le fasi necessarie dall’arrivo del Falcon 900 del 31esimo stormo dell’aeronautica militare che ha prelevato a Catania una equipe medica per l’espianto del cuore al Bazzurri e il successo rientro a Catania, dove e’ avvenuto l’impianto. Chi sanitariamente coordina le varie fasi e’ il Centro Trapianti con la responsabile, la dott. Tiziana Garzilli che attiva tutti i soggetti che a loro volta dirameranno disposizioni (ormai consolidate come da protocolli) per il regolare svolgimento delle operazioni. Quindi input dal Centro trapianti (l’eccellenza sanitaria regionale) che mette a disposizioni le informazioni sugli organi disponibili, trapiantabili, e a cascata, attivazione di Enac (ente nazionale aviazione civile con il responsabile in aeroporto Angelo Bellucci), Enav (ente nazionale assistenza volo) e altri soggetti come Sase (con il capo scalo Aldo Ghiacche’) che si attivano per il prolungamento orario di apertura dello scalo o la riapertura, per permettere la conclusione del trasporto d’organi. Non tutto poi avviene per via aerea: ed ecco quindi che anche altre stutture dello Stato (polizia, carabinieri, 118) si attivano per le necessita’ di trasferimento degli organi, via terra.

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