di Sen. Gianluca Rossi
La ragione che ci spinge a rivolgerci al Presidente del Consiglio Matteo Renzia al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio, in qualità di parlamentari umbri del PD, risiede nella convinzione di essere giunti ad una fase decisiva e dirimente della vicenda Acciai Speciali Terni, “ritornata” nella proprietà di Thyssen Krupp. Riteniamo, infatti, sia da ritenersi conclusa la relativa fase istruttoria e di approfondimento e stia per iniziarne una negoziale, quindi strategica per il futuro di un asset nazionale ed europeo di fondamentale importanza.
Torna infatti a Palazzo Chigi, un tavolo di discussione che ha visto il Governo Italiano, più volte, dover presidiare e difendere un fiore all’occhiello della produzione industriale: la seconda azienda produttrice di acciai speciali in Europa, prima in Italia; la Acciai Speciali Terni (AST) è, infatti, uno dei principali produttori al mondo di laminati piani di acciaio inossidabile. Questa produzione è strategica per l’industria europea ed in particolare per quella italiana, che nonostante la crisi, consuma ad oggi 900 mila/ton di acciaio Inox. Il polo siderurgico di Terni occupa oltre 3000 addetti diretti e circa 3.000 unità lavorative nell’indotto di riferimento, rappresentando la realtà industriale di maggior rilievo dell’Italia centrale, distribuendo redditi che secondo le usuali metodologie statistiche ricadono su circa 20.000 persone.
Riteniamo pertanto importante ribadire la crucialità dell’incontro che avrà luogo il prossimo 17 aprile con i vertici Thyssen-Krupp: auspichiamo, però, un definitivo salto di qualità nel confronto, nell’ambito delle reciproche autonomie, al fine di entrare definitivamente nel merito di decisioni che l’azienda ha già certamente maturato in merito al piano aziendale e sulle quali vorremo che si sviluppasse, da subito, un confronto senza pregiudizi ma anche con la dovuta trasparenza che l’importanza della vicenda richiede.
Per noi parlamentari umbri è, infatti, urgente ribadire la rilevanza di alcuni capisaldi e verificarne la sostenibilità rispetto al futuro piano industriale. Prima tra tutte, la centralità del sito ternano nell’ambito nella produzione nazionale ed europea degli acciai speciali e con essa, il mantenimento dell’integrità del sito.
Da questi primi due, discende il terzo elemento, non certo per ordine d’importanza, ossia il mantenimento dei livelli occupazionali. Il tutto non potendo prescindere da una definitiva chiarezza sulla coerenza e sul legame tra piano industriale e futuri assetti proprietari della AST.
La storia di questo sito produttivo ha già insegnato come si è riusciti a mantenere ed anzi, aumentare, le performance in termini di qualità ed innovazione, risultati raggiunti con un notevole spirito di sacrificio e responsabilità dei diversi soggetti coinvolti, a partire dai lavoratori, chiarendo, qualora ci fosse bisogno, che una manodopera altamente specializzata insieme alla suddetta strategicità delle produzioni, sono il primo degli investimenti da valorizzare e tutelare in momenti di crisi come quelli che stiamo vivendo e da cui tutti abbiamo l’ambizione e la speranza di uscire al più presto

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