TERNI – Martedì prossimo una nuova manifestazione Ast a Bruxelles, con tre pullman che partiranno da Terni, per portare la questione davanti alla nuova commissione europea. “Giovedì – ha detto Marcelli – andremo al Mise con un presidio degli operai per chiedere garanzie sui livelli produttivi e le strategie commerciali”. “Non possiamo calare le braghe – ha aggiunto un operaio – di fronte all’azienda ma non ci aspettiamo niente di buono dall’incontro al Mise. Se non ci saranno risposte saremo costretti ad alzare il tiro della protesta. Il sindaco – ha aggiunto il lavoratore, strappando una serie di applausi alla platea – ha perso un’occasione per stare zitto. Aveva detto di evitare il muro contro muro e tornare al lavoro”. Qualche piccolo momento di tensione, però, c’è stato. Soprattutto quando hanno preso la parola gli operai che vorrebbero rimodulare la protesta. Tra il pubblico un coro di fischi e qualche urlo. La frizione maggiore è quella tra operai e personale amministrativo accusato di non partecipare massicciamente ai presidi e alle manifestazioni in città. “Per non svelenire il clima – spiega Nicola Pausini delle Uilm – avevamo fatto tre proposte: bloccare le modifiche alla turnistica, proroga dei contratti con le ditte terze e pagametno degli stipendi. Su queste proposte non abbiamo avuto risposte. L’azienda non vuole vincere – ha concluso – vuole stravincere”.
La maggioranza degli operai vuole andare avanti con lo sciopero. Questo sembra ormai chiaro. “Di fronte al ricatto degli stipendi – ha detto tra gli applausi un altro lavoratore dell’azienda – non possiamo tornare a lavorare”. Ore 11,30 – “Non rientrermo in fabbrica col cappello in mano”, ha detto Stefano Garzuglia della Rsu Fiom. Una dichiarazione che fa ben capire come sia teso il clima tra i lavoratori. Ore 11,45 – “Chiederemo un piano industriale che dia certezze sul futuro del sito di Terni. Se c’è quelllo – ha detto Claudio Cipolla della Fiom Cgil – il ragionamento sugli esuberi sarà diverso. Le nostre assemblee non possono finire in gazzarra: faremmo il gioco di altri”. “La Thyssen sta avendo problemi con il blocco delle portinerie perché stanno perdendo ordini e pagando penali. Ecco – ha aggiunto – perché vogliono che torniamo al lavoro”. “I ricatti sugli stipendi non funzionano. Stringiamo i denti, altrimenti tutti i sacrifici fatti rischiano di essere vanificati”. Ore 11,50 – “Valutiamo – ha aggiunto Cipolla – una denuncia per estorsione e appropriazione indebita e mobbing all’ad Lucia Morselli. Questa vertenza passerà alla storia e noi ne saremo i protagonisti”.
(intervista di Terninrete.it)

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