PERUGIA, UMBRIA MOBILITÀ, AUMENTO DEI PREZZI DEI BIGLIETTI, MONACELLI (UDC) INTERROGA LA GIUNTA REGIONALE SULLA “GRAVE SITUAZIONE ECONOMICA DELL’AZIENDA”

Sandra Monacelli
Sandra Monacelli
Capogruppo UDC Umbria Sandra Monacelli

(umbriajournal.com) Perugia, 3 settembre 2013  -Il capogruppo regionale dell’Udc, Sandra Monacelli ha presentato una interrogazione alla Giunta regionale sulla “grave” situazione economica di Umbria Mobilità, ma anche per conoscere i criteri che hanno portato ad adottare l’aumento dei prezzi dei biglietti e degli abbonamenti. L’esponente centrista nel definire “inderogabile un’ampia discussione in sede di Assemblea regionale sul tema del trasporto pubblico locale”, chiede anche chiarimenti all’esecutivo di Palazzo Donini circa “l’abbattimento del pesante disavanzo di esercizio e delle spese correnti di Umbria Tpl e Mobilità S.p.A., al fine di permettere il rilancio del trasporto pubblico”. Monacelli, nel suo atto ispettivo ricorda che “Umbria Tpl e Mobilità spa, operativa dal primo dicembre 2010, è la società umbra di trasporto pubblico nata dalla fusione delle Aziende operanti sul territorio regionale: Apm, Atc, Ssit e Fcu.

 

 

La scelta di integrazione – scrive – si è sviluppata nell’ambito di una più generale riforma dei servizi pubblici che vede la competitività, la qualità dei servizi e la razionalizzazione dei processi come obiettivo primario. Umbria Mobilità – spiega ancora il capogruppo Udc- gestisce i seguenti servizi: trasporto su gomma in tutta la regione: servizio extraurbano e servizi urbani di Perugia, Spoleto, Terni, Amelia, Assisi, Città di Castello, Foligno, Gualdo Tadino, Gubbio, Montefalco, Narni, Nocera Umbra, Orvieto, Spello, Todi e Trevi; servizi ferroviari in Umbria, Lazio e Abruzzo; servizio Navigazione Lago Trasimeno; percorsi meccanizzati a Perugia, Spoleto, Cascia, Amelia; sistemi di mobilità alternativa: Minimetrò di Perugia e funicolare di Orvieto; parcheggi in sei regioni italiane con circa 7.000 posti auto”. Monacelli rimarca come “il bilancio 2012 di Umbria Tpl e Mobilità S.p.A. si è chiuso con un disavanzo di circa otto milioni di euro, con un indebitamento consistente nei confronti di fornitori, erario e istituti di previdenza e sicurezza sociale, oltre che, aspetto decisamente grave, dei lavoratori.

I sindacati – aggiunge -, nelle settimane scorse, hanno messo in atto una serie di scioperi per contestare l’operato del management dell’azienda. I passeggeri, in special modo delle linee extraurbane, sono calati vistosamente (200mila negli ultimi sei anni). Vista la grave crisi dell’azienda, il vecchio Consiglio di amministrazione, nei mesi scorsi, si è dimesso e i soci di riferimento hanno operato il rinnovo delle cariche”. Monacelli ricorda quindi che “la legge di stabilità 2013 prevede che le Regioni elaborino entro il 2015 un piano che preveda una copertura con gli incassi del 35 per cento dei costi del servizio e che in Umbria attualmente tale percentuale risulta intorno al 20 per cento.

Le Regioni che non attueranno questo piano – sottolinea – non riceveranno l’ultima rata 2013 dei contributi del Fondo nazionale trasporti, con una perdita per la nostra regione pari a dieci milioni di euro. In Umbria, anziché prevedere un aumento del fatturato con una strategia attrattiva che porti all’incremento dell’utenza (politica dei prezzi dei biglietti e degli abbonamenti adatta al mercato, sito internet facilmente navigabile, potenziamento e miglioramento dei servizi, ecc.), e una diminuzione delle spese con l’attuazione di una seria revisione delle stesse – evidenzia Monacelli -, si è optato per la strada più semplice: quella dell’aumento dei prezzi dei biglietti e degli abbonamenti”. Per il capogruppo regionale dell’Udc, che definisce “inderogabile un’ampia discussione in sede di Assemblea regionale sul tema del trasporto pubblico locale”, si tratta di “una decisione che, in un periodo di gravissima crisi economica, penalizza ancora di più le fasce deboli e disincentiva all’utilizzo del mezzo pubblico, non garantendo tra l’altro gli introiti preventivati”.

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