L’Umbria e il suo Pil: un’analisi della produttività
L’Umbria, secondo l’analisi condotta dall’Ufficio Studi della CGIA di Mestre, si posiziona al dodicesimo posto per quanto riguarda il Pil giornaliero per abitante. Nonostante le crescenti perplessità sulla validità del Pil come indicatore del benessere di una nazione, esso rimane l’indicatore principale utilizzato per misurare la ricchezza dei Paesi.
L’ultimo studio dell’Ufficio Studi della CGIA di Mestre evidenzia significative differenze tra le regioni e le province italiane in termini di produttività del lavoro e di Pil. In Italia, produciamo quotidianamente un Pil di 5 miliardi e 8 milioni di euro, che corrisponde in media a 99 euro per cittadino. Il Trentino Alto Adige guida la classifica con 146 euro di ricchezza giornaliera per abitante, mentre la Calabria si trova all’ultimo posto con meno di 58 euro. L’Umbria, con 84 euro, si colloca al dodicesimo posto, quindi sotto la media nazionale.
L’indagine della CGIA esplora anche la produttività del lavoro, un dato ottenuto dal rapporto tra il Pil al netto delle imposte dirette e le cosiddette unità di lavoro standard, una misura uniforme del volume di lavoro svolto dai lavoratori.
L’Umbria si classifica al quattordicesimo posto, l’ultima tra le regioni del Centro Italia, seguita solo dalle regioni del Sud. Anche in questo caso, il dato è inferiore alla media nazionale. La provincia di Terni si posiziona meglio, al 62esimo posto su 107, superando Perugia di dieci posizioni.
Secondo l’istituto, la performance dell’Umbria è principalmente dovuta alla mancanza di grandi imprese nel territorio, con salari stagnanti da anni che influenzano i consumi e limitano gli investimenti in ricerca e sviluppo.

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