(umbriajournal.com) PERUGIA – L’ing. Stefania Proietti selezionata dalla Asian Development Bank come esperta internazionale per implementare la borsa delle emissioni di CO2 di Pechino
Che l’inquinamento sia uno dei problemi più gravi che la maggiore delle economie emergenti si trova ad affrontare non è una novità. Lo si vede, e lo si respira, andando a Pechino, dove anche la Città Proibita (foto 1 o 2: La Città Proibita avvolta nella nuvola di smog di Pechino) si perde all’orizzonte nella nuvola di smog che avvolge la capitale più popolata del mondo e impedisce di vedere il sole per la maggior parte dei giorni dell’anno. Colpa del traffico ma soprattutto del carbone che alimenta le grandi centrali di produzione dell’energia per milioni di persone e migliaia di fabbriche.
In questo contesto la società TREE srl, nata come spin-off dell’Università di Perugia, ed oggi guidata da un CDA di 3 donne presieduto dall’Ing. Stefania Proietti, è riuscita a ricavarsi un ruolo determinante nella implementazione di uno dei principali strumenti scelti dal governo cinese per mitigare i cambiamenti climatici. Si tratta della Borsa delle Emissioni di CO2 di Pechino, che, sulla base del principio ‘cap-and-trade’ (ovvero ridurre le emissioni di gas di serra stabilendo tetti massimi e incentivi alla riduzione) dell’Emission Trading System incentiverà le aziende virtuose mentre quelle che emettono di più dovranno acquistare crediti di carbonio pagando quindi l’incentivo ai soggetti meno inquinanti. Tra i soggetti coinvolti, tutti i grandi emettitori di gas effetto serra, dalle centrali a carbone alle fonderie, dalle fabbriche per la produzione del vetro a quelle dei laterizi. Il meccanismo garantirà inoltre incentivi a progetti di riforestazione dei boschi di bambù e ad interventi per l’efficienza energetica.
“L’Emission Trading System (ETS) è uno dei meccanismi flessibili del protocollo di Kyoto: applicato in Europa dal 2005, oggi rappresenta uno degli strumenti principali per il raggiungimento degli obiettivi 20-20-20” spiega l’Ing. Stefania Proietti, presidente di TREE, appena rientrata in Italia dopo il meeting intermedio del progetto(foto 3, 4,:5, 6: L’ing. Stefania Proietti durante uno meeting del progetto), tenutosi lo scorso 26 luglio presso la sede della CBEEX nella Financial Street, centro finanziario di Pechino. “La Cina, per tagliare di circa un terzo i consumi di carbone nelle regioni industriali più produttive e inquinanti, come previsto dal piano nazionale” prosegue l’ing Proietti “si appresta a creare il più grande mercato delle emissioni del mondo con 7 progetti pilota che copriranno 700 milioni di tonnellate di CO2 equivalente e dal 2015-2016 potrebbe interessare tutto il Paese. Se le 7 borse delle emissioni pilota che coinvolgeranno, entro l’anno, altrettante città o province (oltre a Pechino, Shenzen, Shangai, Tianjin, Chongqing e le province di Guangdong e Hubei) dovessero avere risultati positivi, il governo di Pechino sembrerebbe intenzionato a lanciare uno schema nazionale entro il 2015 dando nuova enfasi alla posizione negoziale del Gigante Asiatico e realizzando parte del progetto nazionale di transizione verso un’economia low carbon. La borsa delle emissioni di Pechino, che partirà entro la fine del 2013, sarà la più significativa per l’implementazione dello schema nazionale data l’importanza strategica, economica e politica rivestita dalla capitale. In questo contesto, siamo stati selezionati dalla Asian Development Bank, che cofinanzia il progetto cinese, come gli esperti internazionali che coadiuveranno la società governativa CBEEX nella creazione della piattaforma delle emissioni di Pechino.’
In pratica la TREE, sbaragliando una nutrita concorrenza grazie al curriculum e all’esperienza maturata nel settore del carbon management, è oggi consulente della municipalità di Pechino. Per fare un paragone, la Borsa della CO2 di Shenzen si avvale per un ruolo analogo del prestigioso California Air Resources Board (ndr il meccanismo cap-and-trade è nato proprio negli Stati Uniti a partire dagli anni ‘70).
“Il riconoscimento come carbon trader specialist ottenuto da una delle più importanti istituzioni finanziarie al mondo quale l’Asian Development Bank é prestigioso e apre prospettive importanti di lavoro in campo internazionale” ha affermato l’ing Proietti “Vi sono molti progetti nell’ambito del capacity building (trasferimento di conoscenze e servizi per la costruzione di progetti in campo internazionale) in cui per le aziende italiane, anche quelle più giovani e dinamiche, possono aprirsi scenari di sviluppo ed internazionalizzazione. Abbiamo conoscenze e capacità nel settore tecnico e scientifico che il resto del mondo ci invidia “conclude Proietti ” e possiamo affermare l’eccellenza del made in Italy nel mondo anche in settori innovativi come quello della green and low carbon economy. Basta avere il coraggio di varcare i confini.”
L’Ing. Proietti torna dalla missione di Pechino proprio nel giorno Xie Zhenhua, vice presidente della National Development and Reform Commission, ha annunciato che la Cina investirà nelle energie rinnovabili fino a 1,8 trilioni di yuan, pari a 294 miliardi di dollari americani. Xie Zhenhua, nel corso della conferenza stampa tenutas a Pechino, ha speigato come il governo cinese ha chiesto a 7 città a rischio di mettere in pratica altrettanti programmi pilota per la negoziazione dei diritti di emissioni (ndr il riferimento è alle 7 borse delle emissioni tra cui quella di Pechino a cui sta lavorando l’Ing. Proietti). Infine, Xie Zhenhua, ha annunciato che il governo cinese stanzierà un altro mega finanziamento da 2,3 trilioni di yuan per progetti di risparmio energetico e riduzione delle emissioni, al fine di raggiungere l’obiettivo dichiarato, ovvero il taglio del 45% delle sue emissioni nocive rispetto ai livelli del 2005, entro il 2020.
Un’impresa umbra di ingegneria, nata come spin-off universitario e guidata da donne, in prima fila in questo contesto internazionale di importanza assoluta per il futuro della green economy mondiale.

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