(umbriajournal.com) by Avi News PERUGIA – È la nuova imposta Imu sui terreni delle aree marginali, che tasserebbe per la prima volta nella storia gli agricoltori nelle zone più svantaggiate, il primo tema trattato, venerdì 6 febbraio, al convegno promosso da Confagricoltura Umbria per parlare di fisco e lavoro. All’appuntamento, che si è svolto al Park hotel di Ponte San Giovanni a Perugia, hanno partecipato, tra gli altri, Nicola Caputo e Roberto Caponi, rispettivamente responsabili tributario e dell’area sindacale di Confagricoltura. Presente inoltre Cristiano Casagrande, direttore di Confagricoltura Umbria.
“Il rischio – ha lanciato l’allarme Caputo – è che il governo, per coprire l’ammanco di bilancio pari a 350 milioni di euro, finisca col penalizzare gli agricoltori non coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali non iscritti alla previdenza agricola (Iap). Figure, queste, che sono imprenditori agricoli a tutti gli effetti”. “Confagricoltura Umbria – ha spiegato Casagrande – è assolutamente convinta che non si sia fatta la scelta giusta andando a reperire risorse in un settore da sempre in difficoltà, come già dichiarato con la lettera aperta ai parlamentari umbri, pubblicata l’11 gennaio dai quotidiani locali. Chiederemo comunque al governo di tornare sulla questione, utilizzando parametri oggettivi, reali e tecnicamente corretti che tengano conto in modo serio della difficile realtà del settore”. “Le principali misure introdotte in materia di lavoro e previdenza dalla legge di stabilità 2015 – ha concluso Caponi – puntano a incentivare le assunzioni e in particolare quelle a tempo indeterminato, agendo sul cuneo fiscale, per ridimensionare l’incidenza di imposte, tasse e contributi previdenziali sul costo del lavoro. Il legislatore ha infatti previsto l’integrale deduzione triennale dalla base imponibile Irap del costo sostenuto per il personale dipendente assunto a tempo indeterminato nell’anno 2015”.

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