Trafomec tribunale fallimentare accoglie istanza lavoratori

Verini, primo elemento di svolta per la vertenza

Trafomec tribunale fallimentare accoglie istanza lavoratori

Trafomec tribunale fallimentare accoglie istanza lavoratori

Trafomec tribunale fallimentare – “La partita sul futuro di questa azienda potrà essere giocata in Umbria, dunque né in Cina né altrove, sulla base dell” insolvenza accertata della proprietà, della nomina di due curatori fallimentari del territorio e della dichiarata sussistenza della continuità aziendale.

Il pronunciamento con cui il Tribunale fallimentare di Perugia ha accolto l” istanza presentata dai lavoratori della Trafomec di Tavernelle rappresenta un primo, quanto significativo, elemento di svolta per una vertenza che ormai da mesi ha interessato questa storica impresa della Valnestore”.

On. Verini

E” quanto afferma l” on. Valter Verini, Pd. “Un ringraziamento – prosegue, in una nota – a quanti si sono mobilitati per questo, a partire dalle organizzazioni sindacali e dai sindaci di Panicale e Piegaro, Cherubini e Ferricelli, la consigliera regionale Meloni, con cui abbiamo lavorato insieme per tutelare i lavoratori e per creare le condizioni per aprire un nuovo capitolo. Un grazie particolare va al Prefetto di Perugia che ha avuto la sensibilità di ascoltare le istanze dei lavoratori e delle istituzioni locali e si è adoperato con prontezza affinché le istituzioni si facessero carico di una vicenda che da mesi teneva oltre settanta famiglie con il fiato sospeso”.


Un tavolo di crisi per la Trafomec

17 settembre – Un tavolo di crisi per la Trafomec Shanghai Ltd: questa la richiesta di Fim Cisl Umbria e Fiom Cgil di Perugia alla Regione. “Senza fare retorica – affermano Andrea Calzoni (Fim Cisl) e Riccardo Coccolini (Fiom Cgil) – vogliamo ricordare che la Trafomec è presente a Panicale da circa 42 anni e per buona parte di questi è stata riferimento in Europa per i prodotti che produce.

Oggi però – continuano – 80 lavoratori (e quindi anche le loro famiglie) stanno vivendo una situazione di forte difficoltà in quanto vedono a rischio il proprio posto di lavoro. Ciò perché a partire dal prossimo 10 luglio, salvo richieste aziendali dell’ultimo minuto, l’azienda non avrà più strumenti conservativi per i dipendenti, rischiando così di lasciare la forza lavoro in una specie di “limbo”, che potrebbe trovare soluzione con le dimissioni individuali”.

In questo contesto i sindacati hanno difficoltà ad interagire con l’azienda: “Sono rimasti pochi rifermenti con l’azienda – fanno sapere Calzoni e Coccolini – e i lavoratori coinvolti lamentano credito arretrato non riscosso di metà aprile e maggio, al quale a breve, a fronte del pignoramento dei tre conti correnti operativi dell’azienda, probabilmente si sommerà quello di giugno.

Chiediamo per questo alla presidente della Regione Donatella Tesei e all’assessore regionale allo sviluppo economico Michele Fioroni di aprire un tavolo di crisi per una realtà produttiva importante per il territorio che, fra circa dieci o quindici giorni, terminerà il poco lavoro rimasto, per il quale sono occupate poche unità. Il resto della forza lavoro è stata posta in cassa integrazione guadagni ordinaria, strumento utilizzabile fino al prossimo 9 luglio”.
Fim Cisl Umbria e Fiom Cgil di Perugia

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