Tra zero virgola e politica del selfie, le cose non vanno bene affatto

ODG conclusivo comitato direttivo Cgil 17 maggio approvato all'unanimità

Tra zero virgola e politica del selfie, le cose non vanno bene affatto

Tra zero virgola e politica del selfie, le cose non vanno bene affatto

Il comitato direttivo della CGIL dell’Umbria, riunito a Perugia il giorno 17 maggio 2019, alla presenza della vicesegretaria generale della Cgil nazionale, Gianna Fracassi, assume la relazione del segretario generale Vincenzo Sgalla e le conclusioni della compagna Fracassi. Il direttivo considera le prossime elezioni europee un appuntamento decisivo per le sorti delle lavoratrici e dei lavoratori in Europa, in Italia e nella nostra regione.

La guerra dei dazi scatenata dall’amministrazione Trump sta disegnando una nuova mappa degli equilibri economici mondiali. La dimensione dello scontro in atto non consente più ai singoli Paesi europei di poter incidere in maniera autonoma. Serve pertanto un’Europa unita, diversa e più incisiva, rispetto a quella che abbiamo finora conosciuto.

Per questo l’appello “per l’Europa” sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil con Confindustria individua le priorità indispensabili per le lavoratrici e i lavoratori: unire persone e luoghi in Europa; dotare l’Unione degli strumenti per competere nel nuovo contesto globale; potenziare la rete di solidarietà sociale europea; sviluppare il dialogo sociale e la contrattazione a livello europeo.

A fronte di questa grande sfida, il direttivo regionale della Cgil dell’Umbria esprime sdegno per i contenuti e i toni dell’attuale fase politica nazionale, che vede un finto dualismo tra le due anime del governo, Lega e Cinque Stelle, finalizzato solo all’ottenimento del consenso elettorale. Inoltre, è sempre più preoccupante l’escalation di violenza, razzismo e neofascismo che attraversa il paese, con continui episodi di intolleranza, figli di un clima politico che il ministro dell’Interno, tra un comizio e un selfie, continua ad alimentare. Nel frattempo i dati economici per il nostro Paese continuano ad essere all’insegna dello “zero virgola”, agli ultimi posti in Europa. E con questi tassi di crescita non è possibile una ripresa dell’occupazione.

Siamo nella totale assenza di una strategia per il paese, in particolare per il Sud. Per la Cgil, le priorità di intervento dovrebbero essere: lotta alla corruzione, alle mafie e all’evasione fiscale (110 miliardi all’anno), ma non va certo in questa direzione il cosiddetto decreto Sblocca cantieri che, per come si va definendo, ci riporterebbe indietro nel tempo, favorendo di nuovo le gare al massimo ribasso, aumentando il sub appalto e depotenziando il Durc.

Favorendo, cioè, il ricorso a forme di lavoro irregolare con pesanti ricadute sulle condizioni di lavoro e sulla sicurezza e alimentando, infine, un sistema di corruzione con cui anche le imprese sane saranno costrette a fare i conti. Le altre priorità per la Cgil sono piano di investimenti pubblici e privati; politiche fiscali redistributive; estensione della contrattazione a tutte le lavoratrici e i lavoratori (salario minimo per contratto) e lotta ai contratti pirata.

Inoltre, con la cosiddetta autonomia differenziata, il governo ha in mente una “secessione dei ricchi”, che penalizzerebbe ulteriormente e in maniera drammatica le regioni meridionali e certamente anche l’Umbria, allargando la spaccatura già esistente in maniera irreparabile.

Ad essere particolarmente penalizzata sarebbe in primo luogo la scuola, che oggi deve subire anche l’ennesima umiliazione con la previsione, nel DDL Concretezza, della rilevazione delle impronte digitali per il personale. In questo quadro la mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil, aperta dalla grande manifestazione dello scorso 9 febbraio a Roma, non ha ancora trovato le risposte richieste.

I tavoli aperti dal governo non hanno prodotto risultati tangibili, è perciò indispensabile proseguire ed intensificare l’iniziativa unitaria. Per questo, il direttivo della Cgil dell’Umbria impegna tutto il gruppo dirigente ad una capillare campagna di informazione in tutti i luoghi di lavoro e nelle leghe Spi, rispetto ai prossimi appuntamenti:

28 maggio presidio unitario in piazza Montecitorio per costringere il governo a rivedere le proprie posizioni sui contenuti dello sblocca cantieri; 31 maggio sciopero della Filcams per chiedere il rinnovo del contratto del pulimento scaduto da ben 6 anni; 1 giugno manifestazione nazionale dei sindacati dei pensionati; 8 giugno manifestazione nazionale del pubblico impiego;

14 giugno sciopero generale dei metalmeccanici; 22 giugno manifestazione nazionale Cgil, Cisl e Uil a Reggio Calabria. In Umbria l’inchiesta in corso, che ha colpito i vertici istituzionali della nostra Regione, ha sancito la fine politica della legislatura, dal nostro punto di vista fortemente deludente.

Qualsiasi tentativo di protrarla ulteriormente sarebbe solo accanimento terapeutico. Sul piano giudiziario, ferma restando la presunzione d’innocenza fino a prova contraria, la magistratura deve fare la sua parte fino in fondo e quello che non funziona va affrontato. Teniamo, altresì, a sottolineare che l’onestà e la professionalità delle nostre RSU e del personale dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia è stata dimostrata nel corso degli anni, raggiungendo risultati importanti nella tutela della salute delle persone.

Per la Cgil, dunque, le inchieste in corso non devono oscurare il buon operato di medici, infermieri e personale amministrativo, il cui obiettivo è e resta la salute dei pazienti. Intanto, i cittadini e le cittadine dell’Umbria sono quotidianamente preoccupati per una situazione regionale molto difficile: la ricostruzione post-sisma che non parte, le infrastrutture bloccate, il futuro di molte aziende incerto e, più in generale, per il lavoro che non c’è.

Da anni, insieme a Cisl e Uil chiediamo un nuovo modello per l’Umbria, un piano regionale, in grado di individuare nuovi potenziali assi di sviluppo per la nostra regione.

Da questa crisi così profonda si può uscire soltanto aprendo una fase “costituente” per la nostra Regione, nella quale il dibattito politico sia incentrato sulle potenzialità, su come indirizzare le risorse europee, quelle presenti e quelle future, su come gestire il rapporto con le multinazionali – a partire da Ast, dal cui futuro dipende una parte consistente della nostra economia regionale -, su come governare la rivoluzione digitale in atto, su come rilanciare un welfare pubblico universale e garantire qualità e sostenibilità ambientale.

Queste – insieme alle piattaforme unitarie provinciali che specificano le nostre proposte sulla compatibilità industriale e ambientale, sulla nuova circolazione delle merci e delle persone, sulla costruzione di nuovi lavori che consentano una rigenerazione dei servizi e sul superamento della critica condizione del lavoro femminile – sono le basi per favorire una condivisa e costruttiva ripresa dell’Umbria.

Naturalmente, in questo progetto è centrale la ricostruzione post-terremoto, i cui ritardi sono denunciati quotidianamente dalle popolazioni del cratere e dalla Cgil, che continua a svolgere in quei territori un ruolo di grande importanza nel garantire aggregazione e partecipazione.

Il nodo infrastrutture sta assumendo sempre più per l’Umbria il carattere dell’emergenza: dalla E45 tutt’ora chiusa al traffico pesante nonostante le promesse del ministro Toninelli, ai poli logistici mai partiti, ad un sistema viario assolutamente carente, ad una ferrovia regionale ormai in ginocchio, fino all’aeroporto di Perugia che ormai di internazionale ha soltanto il nome. In queste condizioni, troppi giovani abbandonano la regione, offrendo la loro intelligenza e professionalità ad altri territori.

Un nuovo progetto per l’Umbria deve partire da loro, dai loro bisogni e dai territori in cui vivono, studiano o lavarono. Per questo le prossime, imminenti, elezioni comunali, possono ancora rappresentare un’occasione per rilanciare un’identità regionale, a partire dal capoluogo Perugia, basata sui valori fondanti dell’identità dell’Umbria. Valori come solidarietà, inclusione, apertura al mondo, tolleranza e rispetto per le differenze.

Tg della sera

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