Thyssenkrupp, industria acciaio simbolo Terni e Umbria ripiomba nell’insicurezza

 
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“A meno di un anno dal raggiungimento di un’intesa transitoria tra Azienda, Governo e Sindacati che mirava a consolidare gli investimenti, i volumi produttivi e i livelli occupazionali di AST, l’industria dell’acciaio simbolo di Terni e dell’Umbria, ripiomba in un clima di insicurezza di cui devono farsi carico le istituzioni regionali, nazionali ed europee”. Così il consigliere regionale Fabio Paparelli (Pd) per il quale è “inaccettabile che il sito produttivo ternano non rientri più nel contesto delle politiche di sviluppo della multinazionale tedesca che, invece di coltivare una prospettiva di maggiori integrazioni commerciali fondate sullo sviluppo e la ricerca, colloca, di fatto, Ast, sul mercato senza alcuna garanzia sul futuro produttivo e la tenuta occupazionale”.

SINTESI
Il consigliere regionale Fabio Paparelli (Pd) interviene in merito all’Ast di Terni evidenziando come “a meno di un anno dal raggiungimento di un’intesa transitoria tra Azienda, Governo e Sindacati l’industria dell’acciaio, simbolo di Terni e dell’Umbria, ripiomba in un clima di insicurezza di cui devono farsi carico le istituzioni regionali, nazionali ed europee”. Per Paparelli “serve convocare quanto prima un tavolo in Regione per condividere con le organizzazioni sindacali, previa intesa, la necessaria richiesta di convocazione al Mise delle parti”.

Per Paparelli “serve convocare quanto prima un tavolo in Regione per condividere con le organizzazioni sindacali, previa intesa, la necessaria richiesta di convocazione al Mise delle parti. É chiara – spiega – la responsabilità di queste scelte che fa il paio con la conduzione di un management che si è rivelato incapace di promuovere un vero rilancio dell’azienda”. “Per questo – prosegue Paparelli – occorre unità delle istituzioni e delle parti sociali ed una immediata convocazione in Regione e poi al Mise degli stessi vertici della multinazionale, per conoscere realmente i fatti che hanno determinato questa incomprensibile situazione di stallo e valutare lo stato delle eventuali trattative in corso”.

“Ast e la città di Terni, i lavoratori e le loro famiglie – rimarca Paparelli – hanno bisogno di soluzioni adeguate alla portata di una vertenza che mette in discussione anche il ruolo del Paese in un mercato strategico come quello dell’acciaio. Per parte nostra – assicura e conclude – ci faremo parte attiva nei confronti del Governo, la Regione faccia un passo in più ed esca dal solito attendismo con cui porta avanti le vertenze in atto”.

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