Sindacati denunciano criticità nel servizio mensa della Questura di Perugia
Il servizio mensa della Questura di Perugia è attualmente oggetto di uno stato di agitazione dichiarato dalle lavoratrici, a seguito delle azioni intraprese dalla ditta appaltatrice Ladisa Srl. Questa decisione è stata presa dai sindacati Filcams Cgil e Fisascat Cisl a causa di una riduzione significativa dell’orario di lavoro e di presunti problemi legati alle condizioni di lavoro.
Le lavoratrici del servizio mensa hanno visto una drastica riduzione delle ore di lavoro, che è stata effettuata unilateralmente dall’azienda, senza un adeguato confronto con i rappresentanti sindacali. Secondo le accuse sollevate, il monte ore individuale è stato dimezzato, portando a un aumento dei ritmi di lavoro e a una serie di problematiche nel servizio. Questi cambiamenti hanno avuto un impatto negativo sul funzionamento generale del servizio mensa, creando difficoltà nel garantire una gestione efficiente e adeguata.
La lettera di proclamazione dello stato di agitazione, inviata il 5 settembre 2024 all’azienda e al Questore di Perugia, Fausto Lampareli, dettaglia ulteriori criticità. I sindacati segnalano che le condizioni di lavoro sono diventate insostenibili a causa di ritmi serrati e pressioni psicologiche esercitate sulle lavoratrici. Inoltre, viene denunciato un uso discriminatorio del contratto di solidarietà e una gestione unilaterale e illegittima di ferie e permessi.
Le segnalazioni includono anche presunti problemi relativi alla salute e sicurezza sul lavoro. Le organizzazioni sindacali affermano che ci sono violazioni delle norme previste dal D.lgs 81/08, che riguardano la salute e la sicurezza sul lavoro. Le problematiche indicate includono non solo i tempi ridotti per completare le attività lavorative a seguito della riduzione dell’orario, ma anche un ambiente di lavoro che sarebbe diventato insalubre a causa delle pressioni psicologiche esercitate sulle lavoratrici.
Nel mese di luglio, i sindacati avevano già sollevato la questione all’ispettorato territoriale del lavoro, ma nonostante l’intervento richiesto, le condizioni sono rimaste invariate. Di fronte a queste circostanze, i sindacati hanno deciso di proclamare ufficialmente lo stato di agitazione, manifestando la loro intenzione di adottare ulteriori misure di lotta se le problematiche non saranno affrontate in modo soddisfacente.
L’inizio dello stato di agitazione segna una fase di mobilitazione delle lavoratrici, che ora attendono una risposta concreta dalle autorità competenti e dall’azienda appaltatrice. Se non verranno riscontrati cambiamenti positivi, le rappresentanze sindacali sono pronte a considerare altre forme di protesta per difendere i diritti e le condizioni di lavoro delle dipendenti coinvolte.

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