Studio regionale evidenzia occupazione in aumento e disparità forti
Presentato il nuovo rapporto sulle asimmetrie di genere
Cresce il numero delle donne occupate in Umbria, ma il percorso verso una piena parità nel mondo del lavoro resta ancora lontano dall’essere completato. È quanto emerge dal rapporto “Le asimmetrie di genere nella società umbra. Donne e lavoro, un percorso ancora incompiuto”, presentato nella mattinata di martedì 14 luglio nella Sala Fiume di Palazzo Donini, a Perugia.
Lo studio nasce dalla collaborazione tra la Consigliera di Parità della Regione Umbria e Agenzia Umbria Ricerche (AUR) e offre un quadro aggiornato della condizione femminile nella regione, analizzando occupazione, imprenditoria, rappresentanza istituzionale e accesso ai ruoli decisionali. L’obiettivo è mettere a disposizione delle istituzioni dati utili per orientare politiche sempre più efficaci in materia di pari opportunità.
Alla presentazione hanno preso parte l’assessora regionale con delega alle Pari opportunità Simona Meloni, la presidente dell’Assemblea legislativa Sarah Bistocchi, la consigliera di parità Rosita Garzi, l’amministratore unico di AUR Marco Damiani e le autrici della ricerca Enza Galluzzo, Monica Raichini ed Elisabetta Tondini.
Occupazione in crescita, ma persistono squilibri
Il rapporto evidenzia un miglioramento dell’occupazione femminile, accompagnato però da criticità che continuano a caratterizzare il mercato del lavoro. Nel corso del 2025 le donne occupate in Umbria sono salite a 172.300, con un incremento di 3.100 unità rispetto all’anno precedente.
Il tasso di occupazione femminile ha raggiunto il 63 per cento, confermando una tendenza positiva. Tuttavia, i dati mostrano come le donne rappresentino ancora il 57,4 per cento delle persone disoccupate, segnalando una persistente difficoltà di accesso e permanenza nel mercato del lavoro.
Le differenze non riguardano soltanto il numero delle occupate, ma anche la qualità dell’occupazione. Rimangono infatti significativi gli squilibri nelle retribuzioni, nelle opportunità di carriera e nella diffusione del lavoro part-time e discontinuo, forme contrattuali che continuano a interessare prevalentemente la componente femminile.
Il tema dell’autonomia economica
Nel suo intervento, Simona Meloni ha richiamato l’importanza dell’indipendenza economica quale presupposto fondamentale della libertà personale. Secondo l’assessora regionale, il lavoro rappresenta uno strumento indispensabile per consentire alle donne di costruire un proprio progetto di vita e affrontare con maggiore autonomia eventuali situazioni di difficoltà.
Meloni ha evidenziato come le politiche dedicate all’occupazione femminile, al reddito di libertà e al reinserimento lavorativo costituiscano elementi essenziali anche nella prevenzione e nel contrasto della violenza di genere, poiché permettono di rafforzare l’autonomia economica delle persone coinvolte.
L’assessora ha inoltre ricordato il contributo che le donne umbre garantiscono in comparti strategici dell’economia regionale, tra cui turismo, artigianato, agricoltura e servizi. Allo stesso tempo ha sottolineato come la pandemia abbia messo in evidenza la fragilità di molti equilibri raggiunti, costringendo numerose lavoratrici a conciliare occupazione e responsabilità familiari con maggiori difficoltà.
Il peso dei carichi familiari
Uno degli aspetti maggiormente evidenziati dalla ricerca riguarda la distribuzione dei compiti di cura all’interno delle famiglie. Il rapporto sottolinea infatti come il lavoro di assistenza continui a ricadere prevalentemente sulle donne, influenzando percorsi professionali, possibilità di crescita e continuità occupazionale.
Secondo quanto illustrato durante la presentazione, la costruzione di politiche integrate tra lavoro, welfare, formazione, scuola e famiglia rappresenta una delle condizioni necessarie per ridurre progressivamente questi squilibri.
L’analisi evidenzia inoltre che i dati raccolti non devono rappresentare soltanto un esercizio statistico, ma uno strumento operativo per programmare interventi mirati e promuovere una trasformazione culturale.
Il divario retributivo resta significativo
Tra gli indicatori più rilevanti emerge il persistente divario economico tra uomini e donne. I dati riportati nella ricerca mostrano che nel 2024 il reddito medio annuo da lavoro delle donne umbre si è attestato a 20.721 euro, mentre quello degli uomini ha raggiunto 27.141 euro.
Una differenza che, secondo il rapporto, continua a riflettersi sulle opportunità di autonomia economica, sulla possibilità di costruire percorsi professionali stabili e sulla capacità di affrontare con maggiore sicurezza eventuali situazioni di difficoltà personale o familiare.
Il richiamo ai principi costituzionali
Nel corso dell’iniziativa la presidente dell’Assemblea legislativa Sarah Bistocchi ha ricordato come la piena uguaglianza rappresenti ancora un obiettivo da raggiungere. Il riferimento è stato agli ottant’anni dal riconoscimento del voto alle donne e al significato dell’articolo 3 della Costituzione, che affida alle istituzioni il compito di rimuovere gli ostacoli che limitano concretamente libertà e partecipazione.
Bistocchi ha richiamato l’attenzione sul permanere del divario salariale, sulla minore presenza femminile nei ruoli apicali e sulle difficoltà che continuano a caratterizzare l’accesso agli incarichi dirigenziali e manageriali, nonostante i risultati spesso ottenuti dalle donne nei percorsi scolastici e universitari.
Nel suo intervento la presidente ha inoltre espresso un ringraziamento a Rosita Garzi, giunta al termine del proprio mandato come consigliera di parità della Regione Umbria.
Una ricerca pensata per orientare le politiche
Rosita Garzi ha sottolineato la necessità di affrontare il tema delle disuguaglianze di genere attraverso un approccio trasversale, capace di coinvolgere politiche del lavoro, pari opportunità, natalità, organizzazione dei tempi, welfare, imprese e sistema educativo.
La consigliera di parità ha annunciato anche la realizzazione di una versione sintetica del rapporto, destinata a favorire il confronto sul territorio e nelle scuole, con l’obiettivo di diffondere in maniera più ampia i contenuti della ricerca e promuovere una maggiore consapevolezza sui temi affrontati.
Una fotografia aggiornata della società umbra
L’amministratore unico dell’Agenzia Umbria Ricerche, Marco Damiani, ha evidenziato il valore della pubblicazione come strumento di monitoraggio costante dell’evoluzione sociale della regione. L’edizione presentata punta infatti ad ampliare il patrimonio informativo disponibile grazie al contributo di competenze differenti e a una rilevazione con cadenza annuale.
Secondo Damiani, osservare la condizione femminile significa valutare il livello di inclusione, sviluppo ed efficienza dell’intera società. Le disuguaglianze economiche e sociali incidono infatti sull’accesso alle opportunità, ai servizi e alle reti di sostegno, influenzando la qualità della vita dell’intera collettività.
Il rapporto si propone quindi come uno strumento di conoscenza destinato ad accompagnare le future scelte delle istituzioni regionali, offrendo una fotografia aggiornata delle trasformazioni che interessano il mercato del lavoro e la società umbra, con particolare attenzione ai percorsi ancora necessari per raggiungere una piena parità di genere.

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