Polizia penitenziaria di Spoleto protesta per le condizioni di lavoro
Il personale della Polizia Penitenziaria del C.R. Spoleto ha avviato una manifestazione di protesta per le condizioni di lavoro e la sicurezza. L’organico dell’istituto, inizialmente fissato a 388 unità con il D.M. del 2001, è stato successivamente ridotto a 358 unità nel 2013 e poi drasticamente tagliato a 281 unità nel 2017, con una decurtazione totale di 107 unità.
Il recente D.M. ha parzialmente ripristinato l’organico, fissandolo a 292 unità, esclusi i funzionari. Tuttavia, a causa dei pensionamenti mai reintegrati, l’istituto può attualmente contare su una forza operativa di 231 unità, di cui solo 193 in servizio effettivo. Inoltre, si prevede che altre 24 unità andranno in pensione nei prossimi mesi.
Questa situazione ha portato, negli anni, ad un accumulo di spettanze arretrate che supera le 25.000 giornate tra congedi ordinari, riposi settimanali non fruiti e riposi compensativi relativi a ore di lavoro straordinario rese dal personale oltre il limite individuale consentito. Questo, nonostante una riduzione dei posti di servizio tale da creare condizioni di sicurezza precarie, anche se si trattasse di un asilo nido piuttosto che di un istituto penitenziario di massima sicurezza.
Il personale di Polizia Penitenziaria di Spoleto, con abnegazione e grande spirito di sacrificio, ha dimostrato di saper soffrire nel tentativo di espletare al meglio il proprio mandato. Tuttavia, queste condizioni di lavoro non sono più accettabili, così come non è accettabile la proposta della Direzione di concedere solo 9 giorni di congedo ordinario pro capite per il piano ferie estivo, a fronte dei 21 spettanti.
Per quanto sopra, i sindacati, ribadendo lo stato di agitazione già proclamato in occasione della riunione del 20/03/2024, informano che a partire da lunedì 25 marzo il personale inizierà l’astensione della mensa di servizio, per poi proseguire ad oltranza nei giorni successivi. Se necessario, si procederà all’autoconsegna fino a quando non verrà attuato un piano di mobilità in entrata numericamente adeguato a sanare le situazioni sopra descritte.
Infine, alla Direzione dell’Istituto, si chiede l’autorizzazione all’uso della sala convegni per un’assemblea permanente del personale.

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