Nella vertenza Savit lavoratori umiliati, illusi e lasciati senza certezze

 
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Salvini a Terni: De Luca (m5s): con Lega in Umbria finisce l'era dei servizi

Nella vertenza Savit lavoratori umiliati, illusi e lasciati senza certezze

“Non è tollerabile licenziare lavoratori che hanno dedicato vent’anni della loro vita ad un’azienda, con una pacca sulla spalla, illudendoli con promesse su una ricollocazione che ancora non c’è. La vertenza Savit è l’ennesimo schiaffo in faccia alla dignità di chi lotta per un lavoro stabile e di qualità”, così il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Thomas de Luca per il quale si tratta di “una vicenda di cui troppo poco si è parlato. Per questo ritengo doveroso raccogliere la richiesta di lavoratori e sindacati per portare la questione all’attenzione del Consiglio regionale”.

“Parliamo di un’azienda metalmeccanica con sede legale a Terni e sedi operative a Perugia, Foligno, Gubbio, Sansepolcro, Orvieto – osserva De Luca – che si occupa di manutenzione, rifornimento e pulizia dei bus di linea e turistici, controllata al 100 per cento da Busitalia. Dopo la decisione di Busitalia di bandire una gara per esternalizzare i servizi di rifornimento e pulizia – spiega il capogruppo pentastellato -, le organizzazioni sindacali avevano chiesto semplicemente tempestività dell’informazione e il fatto che tale iniziativa non generasse esuberi. Nessuna delle due condizioni è stata rispettata. Dell’assegnazione della gara si è saputo solo qualche giorno prima dell’inizio delle attività. E gli esuberi sono sei, cinque nell’officina di Terni e uno in quella di Orvieto. Dopo mesi di trattative, la procedura per il ricollocamento dei lavoratori si è conclusa con esito negativo il 14 aprile 2021 quando l’azienda ha rifiutato anche la mediazione del Prefetto di Terni”.

Per De Luca è “ancor più grave quanto denunciato dai sindacati durante la giornata di sciopero indetta il 26 aprile scorso, quando il personale in sciopero sarebbe stato sostituito da personale del gruppo a cui non viene applicato il contratto dei metalmeccanici, ledendo palesemente il diritto di sciopero. Non si possono lasciare i lavoratori senza certezze, umiliando la loro esperienza, la professionalità e il salario. L’Assemblea legislativa – conclude – e soprattutto la Giunta regionale devono immediatamente prendere posizione su questa vicenda”.

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