Messa in mora sanitari e procedure, oggi audizione in terza commissione

 
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Eleonora Pace e Marco Squarta
Eleonora Pace e Marco Squarta, vaccino per tutti veterinari

Messa in mora sanitari e procedure, oggi audizione in terza commissione

La Terza commissione consiliare, presieduta da Eleonora Pace, ha svolto ulteriori audizioni sul problema della messa in mora degli operatori sanitari ai fini interruttivi della prescrizione di un eventuale risarcimento di presunti danni, procedura avviata dagli attuali commissari delle Aziende sanitarie umbre sulla base di direttive impartite dalla Procura regionale della Corte dei conti. Dopo l’audizione dei direttori sanitari e dell’assessore alla sanità Coletto (https://tinyurl.com/messainmora), oggi è stata la volta di medici, infermieri, operatori e rappresentanti sindacali.

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L’Ordine dei medici, “pur non contestando la legittimità formale dell’iniziativa non può non rilevare che in molti casi si tratta di somme corrisposte dalle aziende a titolo transattivo per fatti ampiamente datati, di cui i sanitari non erano in gran parte nemmeno a conoscenza e non hanno in alcun modo, a suo tempo, potuto far valere le proprie ragioni, nonostante la legge Gelli, intervenuta in data successiva agli episodi in questione, abbia previsto l’inammissibilità di azioni di rivalsa o di responsabilità contabile se il sanitario non viene avvertito tempestivamente, entro 45 giorni, del contenzioso”.

IN SINTESI
Nuova audizione della Commissione Sanità e Servizi sociali dell’Assemblea legislativa sul problema della messa in mora degli operatori sanitari ai fini interruttivi della prescrizione di un eventuale risarcimento di presunti danni. Dopo l’audizione dei direttori sanitari e dell’assessore alla sanità Coletto (https://tinyurl.com/messainmora [1]), oggi è stata la volta di medici, infermieri, operatori e rappresentanti sindacali.

Da medici, infermieri, tecnici e rappresentanti sindacali sono giunte critiche ai commissari delle Aziende sanitarie per il loro “pronto e acritico adeguarsi alla direttiva della Corte che può rappresentare un autentico ‘boomerang’, incentivando la medicina difensiva, limitando la definizione in via transattiva dei sinistri e aumentando quindi il contenzioso giudiziale, con un prevedibile aumento dei costi a carico della sanità. In pratica – sottolineano – proprio l’effetto contrario a quello di tutela erariale che la Corte si proponeva”.

Gli intervenuti chiedono di “restituire la serenità nel lavorare a una categoria che di serenità e lucidità ha costantemente bisogno, in quanto fondamento della sicurezza dei pazienti, mentre un tale clima negativo può incentivare l’esodo di tanti medici verso il privato e aggravare una situazione che di per sé si regge proprio sul senso di responsabilità di chi lavora nel pubblico, garantendo le prestazioni anche a fronte di continui tagli di risorse e organici, con concorsi per nuove assunzioni che, specialmente nei settori più a rischio, vanno deserti”.

Secondo i soggetti auditi “questa situazione finirà per peggiorare anche altre questioni su cui la politica si è molto spesa, come quella delle liste di attesa. Per non rischiare di vedersi recapitare una richiesta di messa in mora per decine di migliaia di euro, in alcuni casi centinaia di migliaia, le dimissioni di anziani e malati cronici diminuiranno, le prescrizioni di esami aumenteranno e il principio dell’appropriatezza delle cure rischia di passare in secondo piano rispetto alla tranquillità familiare e all’incubo di maxi rimborsi da dover fronteggiare o meno. Senza contare che l’attività di transazione fra strutture sanitarie e assicurazioni per chiudere i contenziosi senza che il medico nemmeno sia stato avvertito, a volte non ha nemmeno ragione di esistere.

Per questi motivi chiediamo ai rappresentanti delle istituzioni di intervenire a tutela dei professionisti e dell’efficacia stessa del nostro sistema sanitario”.

Alla luce di quanto ascoltato stamani, la Terza commissione (oltre alla presidente Pace ne fanno parte i consiglieri Bori e Bettarelli del Pd, che hanno sollecitato la discussione sull’argomento, le consigliere Fioroni, Peppucci e Alessandrini della Lega, il consigliere Fora del gruppo Patto civico per l’Umbria; hanno partecipato ai lavori anche i consiglieri Mancini e Rondini della Lega) ha deciso di proseguire gli approfondimenti sia per vedere nei dati ufficiali a quanto ammonta economicamente la problematica e quanti sono i casi ad oggi, che di ascoltare nuovamente sia i direttori delle Aziende sanitarie locali che l’assessore alla sanità per un confronto che possa restituire ai sanitari la possibilità di lavorare con la necessaria serenità

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