Lavoro: Istat, titolo studio aumenta probabilità di essere occupati

 
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Lavoro: Istat, titolo studio aumenta probabilità di essere occupati

Possedere un titolo di studio più elevato aumenta la partecipazione e le probabilità di essere occupati, in particolare per le donne. Durante la crisi 2008-2013 il calo del tasso di occupazione delle donne 25-64enni laureate si è ridotto di meno (-2,1 punti percentuali, raggiungendo il 73,9%) rispetto alle coetanee diplomate (-4,2 p.p.; 60,5%), e nel successivo periodo di ripresa, tra il 2014 e il 2019, è cresciuto nettamente di più (+4,0 punti, contro +0,9 p.p. delle diplomate), recuperando e superando i livelli pre-crisi.

E’ quanto si legge nel Rapporto annuale 2021 dell’Istat. Anche nel 2020, con il manifestarsi degli effetti della crisi sanitaria, investire in istruzione ha mantenuto un carattere protettivo rispetto al rischio di perdere l’occupazione.

Nel 2020 il tasso di occupazione dei laureati fra i 25 e i 64 anni di età si è infatti ridotto meno (-0,6 p.p.) rispetto a quelli dei diplomati (-1,0 p.p.) e di chi ha conseguito al massimo la licenza media (-1,1 p.p.). Tuttavia, a beneficiare di tale effetto protettivo sono stati quasi esclusivamente i laureati uomini (-0,1 p.p.), mentre la corrispondente quota fra le donne si è ridotta di 1 punto percentuale.

Lo svantaggio relativo del Mezzogiorno nei tassi di occupazione si conferma anche per i laureati. Nel 2008, prima della crisi economica, nelle regioni meridionali risultava occupato l’81,3% dei laureati e il 68,0% delle donne con analogo titolo di studio (90,3 e 80,0% le quote corrispondenti al Nord).

Nel 2019, al concludersi della ripresa iniziata nel 2014, il tasso di occupazione dei laureati 25-64enni al Nord recupera i livelli pre-crisi per gli uomini (90,2%%), superandoli per le donne (83,6%) mentre nel Mezzogiorno scende rispettivamente al 77,8% e 66,6%. Un parziale recupero si registra nel 2020 solo per gli uomini (79,2%), a fronte di una sostanziale stabilità per le donne (66,5%).

Nonostante i livelli inferiori rispetto al resto del Paese, anche nel Mezzogiorno la possibilità di proseguire gli studi rappresenta un’opportunità decisiva rispetto agli esiti sul mercato del lavoro. Il divario fra laureati e diplomati nei tassi di occupazione dei 25-64enni è ampio e in crescita rispetto al 2008: da 4,6 a 8,9 punti percentuali per gli uomini e da 19,6 a 23,7 punti per le donne.

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