L’ultimo rapporto Istat sull’occupazione conferma drammaticamente la validità dell’analisi della Cgil dell’Umbria. Infatti, confrontando il secondo trimestre 2013 con lo stesso periodo del 2012 emergono dati allarmanti: la forza lavoro regionale passa da 402mila unità a 398mila, gli occupati (dato più preoccupante) passano da 370mila a 356mila (-14mila), le persone in cerca di occupazione sono in aumento, da 37mila a 41mila, e, infine, il tasso di attività passa dal 69,5% al 67,8%, con una riduzione nettamente superiore alla media nazionale.
In termini percentuali, l’occupazione passa dal 63% del 2012 al 60,6% del 2013, mentre il tasso di disoccupazione cresce dell’1,3% passando dal 9,1% al 10,4%. Questa analisi evidenzia poi il sommarsi di più criticità: in primis la disoccupazione giovanile che sfiora il 40%, e poi quella di lunga durata, che si sovrappone ad un tasso di inattività che, come visto, in Umbria è sopra la media nazionale.
I nuovi dati dell’Istat non fanno altro che confermare l’allarme che la Cgil dell’Umbria, come quella nazionale, lancia da tempo: è necessaria una radicale inversione di tendenza nelle politiche economiche nazionali ed europee, mettendo al centro dell’azione politica un Piano del Lavoro, sul quale la Cgil rafforzerà la propria iniziativa e mobilitazione nei prossimi mesi.

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