TK-AST, Italia Nostra Terni, incontro governativo del 4 giugno

Ambiente, M5s, tassi elevatissimi di cromo esavalente nelle acque sotterranee di Terni

ThyssenKruppda Italia Nostra Terni
In vista dell’incontro ristretto, fissato per domani 4 giugno tra Governo, Thyssenkrupp, esponenti istituzionali apicali locali e regionali, le associazioni Italia Nostra e WWF auspicano che in quella sede sia ufficialmente posto all’ordine del giorno anche il tema del risanamento delle discariche di scorie nel SIN(Sito di interesse nazionale per la bonifica) ‘Terni-Papigno’, viste le criticità emerse nei suoli e nel sottosuolo -certamente non soltanto di quel brano di territorio. Questa vicenda infatti rappresenta una pesante ipoteca sui destini dell’azienda e della città: qualsiasi analisi complessiva della situazione rivelerebbe confini angusti se non la ricomprendesse.

Conseguentemente è necessario appurare in modo rapido e definitivo le rispettive ‘quote’ di responsabilità sull’inquinamento esistente. Un ruolo di sicuro protagonista –in negativo- spetterebbe allo stesso Stato italiano, titolare delle Acciaierie di Terni fino al 1994. Stato che, altrove, ad esempio a Bagnoli con Finsider, dopo l’ennesima controversia giudiziaria –Fintecna resistente e soccombente- e con un ritardo di oltre 20 anni, si appresta una buona volta a rispondere degli errori e degli orrori del passato proprio per il tramite di Fintecna, società che ha raccolto le attività di Finsider. Fintecna è oggi controllata al 100% dalla Cassa Depositi e Prestiti, a sua volta notoriamente partecipata all’80% dal Ministero dell’Economia.

Pertanto, in ragione dell’assai carente eredità ambientale consegnata a Thyssenkrupp dopo il lungo arco di tempo in cui ‘la Terni’ fu diretta da Finsider, nonché sulla base del principio di responsabilità ecologica per il quale “chi inquina paga”, codificato anche dal nostro legislatore, Fintecna dovrebbe essere sistematicamente convocata a questi tavoli, come pure agli altri che si apriranno nuovamente presso il Ministero dell’Ambiente.

Eviteremmo in tal modo di appesantire i gestori attuali e futuri rispetto a doveri certo inesorabili, ma non necessariamente propri, in un dedalo inestricabile di addebiti e discolpe che minerebbero la competitività del nostro territorio, lasciando i problemi anche sanitari così come li conosciamo, di fatto aggravandoli.

C’è dunque molto da fare, ma per ora è tutto. Dopo l’8 giugno torneremo più diffusamente sulle questioni di più rilevante interesse pubblico

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