Eurospin Umbria in sciopero, dipendenti fanno di tutto, turni massacranti, carichi di lavoro eccessivi 📸 FOTO

Eurospin: prima per utile, ultima per diritti turni massacranti

Eurospin Umbria in sciopero, dipendenti fanno di tutto, turni massacranti, carichi di lavoro eccessivi

Carichi di lavoro eccessivi, turni massacranti, obbligo per gli addetti di farsi carico anche delle pulizie di bagni e parcheggi, utilizzo improprio delle clausole elastiche e flessibili senza che vengano retribuite, irregolarità nei livelli di inquadramento, trasferimenti coatti in sedi lontane, la mancata applicazione del contratto nazionale. Questi alcuni motivi che hanno spinto i dipendenti dei punti vendita Eurospin dell’Umbria, circa 30 sul territorio regionale con almeno 500 addetti, a scioperare nella giornata di oggi, 16 agosto 2022.

La protesta, organizzata da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, è stata accompagnata da un presidio davanti alla sede amministrativa di Eurospin Tirrenica a Magione (frazione Bacanella).

Nicola Cassieri, Uiltucs Uil dell’Umbria

 

 

“E’ stata una giornata importante – ha detto ai nostri microfoni Nicola Cassieri, Uiltucs Uil dell’Umbria  -, è il primo segnale che abbiamo voluto dare all’azienda, adesso ci attendiamo delle risposte cioè che ci invita al tavolo e iniziamo a trattare per difendere i diritti dei lavoratori. Qualora così non fosse, noi siamo pronti a continuare le nostre lotte e le nostre battaglie. Non ci intimidiscono assolutamente. Continueremo ad effettuare o lo sciopero o il blocco degli straordinari. Il comportamento è lo stesso in ogni punto vendita, quindi orari spezzati, il problema degli straordinari, il discorso della qualità e della sicurezza del lavoro dato che il comitato covid non è stato mai convocato dall’azienda, turni massacranti per cui riscontriamo tutte queste problematiche nei vari punti vendita dell’Umbria”.

 

Barbara Buco, dipendente da 14 anni

 

 

“Le condizioni di lavoro nei punti vendita del gruppo sono ormai intollerabili – spiega Barbara Buco, dipendente Eurospin da 14 anni -. Il problema più grande è che la situazione non è cambiata abbastanza. Ritroviamo gli stessi problemi da tanti anni e sono sempre gli stessi. Quello che in fondo si chiede è la dignità al lavoro, che vengano rispettati i contratti, che non vengano scaricati i permessi senza che venga richiesto al dipendente, che ci sia il giusto momento in cui il riposo, come le ferie, siano adeguate al dipendente, che i periodi di festa non siano per forza pieni di straordinari dove il momento del riposo diventa praticamente nullo”.

Barbara Buco non è moglie e madre, ma ha tantissime colleghe che sono in difficoltà perché “con orari come quelli delle grandi distribuzioni che sono settimanali, a turni, che non son mai precisi, sicuramente trovano molte più difficoltà. Ho visto donne che hanno avuto rinunciare al lavoro perché non riescono a fare la gestione familiare dei figli con questo tipo di lavoro. Rinunciare al lavoro oggi significa veramente che non riuscire ad andare avanti sennò non si rinuncia chiaramente. E qui nessuno è per rinunciare al proprio lavoro”.

 

Massimiliano Cofani, Filcams Cgil

Sì è la spesa intelligente coi i soldi e i sacrifici del dipendente. Fondamentalmente è questo, perché comunque quello che noi rivendichiamo con questo sciopero è la mancata applicazione del contratto nazionale – spiega Massimiliano Cofani, Filcams Cgil, funzionario. La mancata applicazione la vediamo soprattutto su quella che è la sfera economica perché comunque Eurospin non riconosce i livelli di quadramento, ovvero i lavoratori non hanno livelli di inquadramento adeguati alle mansioni che svolgono. L’azienda, di conseguenza, sottrae dei soldi ai dipendenti,  così come lo fa con le trasferte. Eurospin manda i propri dipendenti in trasferta in altri negozi e non gli rimborsa le spese della benzina. In un periodo storico come quello di adesso dove la benzina è a due euro che aggravio di spesa che può avere il dipendente e anche qui sono soldi sottratti ai dipendenti. Non viene riconosciuta l’indennità di cassa – aggiunge – , altri soldi sottratti dipendenti e come le clausole elastiche flessibili,  oltre a esserci un abuso, non vengano indennizzate. Ecco perché noi diciamo ‘Eurospin la spesa intelligente con i soldi del dipendente’, perché voi pensate quanto possa risparmiare un’azienda come questa sui livelli a livello nazionale, sul non pagamento delle trasferte, delle indennità dei casi, e sull’indennizzo delle clausole elastiche flessibili.

Andranno avanti con la protesta

“Lo scopo di questo sciopero è aprire un tavolo serio con l’azienda, non quello come quelli che abbiamo aperto in questi anni, che poi non hanno portato a niente. Se noi riscontriamo da parte dell’azienda, appunto, la volontà di risolvere tutti i vari che ci sono in Eurospin, ben venga. Nel caso in cui l’azienda non lo facesse lo stato di agitazione permane. Ancora oggi abbiamo il blocco degli straordinari, poi nel caso in cui dovremmo mettere in piedi altre azioni lo faremo. Abbiamo dimostrato oggi che siamo in grado di fare uno sciopero con un’altissima adesione perché poi veramente l’adesione è stata altissima”.

Simona Gola, segreteria regionale della Fisascat Cisl Umbria

 

 

“E’ una situazione che è arrivata oramai al limite – spiega Simona Gola, segreteria regionale della Fisascat Cisl Umbria -. L’arroganza di un’azienda che guadagna, che non è in crisi e che non riconosce i diritti contrattuali, non ha rispetto per i propri dipendenti. E’ il limite di qualsiasi situazione, nel 2022 è l’assurdo”.

Circa quattrocento lavoratori nei nei punti vendita in tutta la regione

La mancata applicazione del contratto nazionale in termini di livelli di inquadramento per le mansioni che svolgono, l’uso improprio della flessibilità, gli orari, il mancato rispetto delle fasce orarie, e in più, tutta una serie di carichi di mansioni che non rientrano nei compiti del personale diretto, come quelle delle pulizie, oltre che dei bagni, aperti al pubblico e del punto vendita. Ma ancor più grave la pulizia di piazzali e delle vetrate che sono annoverate tra pulizie industriali, perché per la tutela e la salute del personale impiegato è necessario, come prevede la normativa, l’uso di dispositivi e attrezzature per lo svolgimento. Il personale viene incaricato tutto anche a fare queste pulizie a inizio e a fine turno.

Le relazioni sindacali, poi, non sono mai state una priorità per l’azienda

“Alle richieste di confronto presentate per discutere i problemi segnalati da diverse strutture territoriali non è stata data risposta”, insistono i sindacati. E tutto questo accade all’interno dei negozi di un gruppo che vanta un ottimo fatturato, che non solo non ha subito flessioni durante la pandemia, ma è addirittura cresciuto. Una situazione intollerabile per Filcams, Fisascat e Uiltucs, che chiedono di voltare pagina e migliorare la qualità del lavoro del personale del gruppo.



 

7 Commenti

    • Mi scusi ma cosa c entrano le cooperative di sinistra? Non credo che lei abbia capito il problema che c è dentro questa azienda

    • Tolga i paraocchi ideologici, vedrà molto più chiaro. Qui c’è una azienda nazionale, che da quanto raccontano i dipendenti, non rispetta nulla. Bisognerà farla tornare a rispettare le leggi e le regole.

    • Provi a sentire i dipendenti della coop e vedrà se i diritti sono rispettati…prima di parlare cercate di informarci

  1. Sentire queste cose nel 2022 è davvero scioccante, il lavoro in Italia è diventato schiavitù, tutto sulla pelle di chi lavora, è una vergogna senza fine… Il problema purtroppo tocca ogni settore, oggi si parla di eurospin, ma nessuno salva, tranne forse chi lavora in ufficio.. Il futuro sarà davvero buio

  2. Durante le propagande politiche attuali e precedenti avete mai sentito parlare di COOPERATIVE??? Parlano di redditi di cittadinanza simbolo di assistenzialismo, ma non parlano di cooperative, associazioni di distruzione di massa del futuro dei nostri giovani, pagati4 € all’ora…..non è un paese per giovani ma per mantenuti!??

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