Cgil, Cisl e Uil: “La Regione ha ascoltato le nostre richieste di tutela dei lavoratori”
Sull’emergenza caldo arriva puntuale l’ordinanza della Regione Umbria con misure di prevenzione per l’attività lavorativa nel settore agricolo e florovivaistico e nei cantieri edili all’aperto in condizioni di esposizione prolungata al sole. Le organizzazioni sindacali confederali Cgil, Cisl e Uil Umbria apprezzano “la delicatezza nel far uscire l’ordinanza in concomitanza con l’inizio del primo grande caldo, non arrivando in ritardo come negli scorsi anni”.
“L’aumento del caldo – commentano da Cgil, Cisl e Uil Umbria – è ormai un fenomeno che va considerato strutturale e la salute dei lavoratori impegnati in attività all’aperto è sempre più a rischio, essendo esposti al sole nelle ore più torride. La puntualità nell’emanazione di queste misure è fondamentale. Un atto, questo, che va a rafforzare l’attenzione sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, oltre quanto già previsto dalla legislazione vigente che vieta l’attività lavorativa con temperature superiori a 35 gradi”.
“L’ordinanza – spiegano le organizzazioni sindacali – segue le Indicazioni per la prevenzione e protezione dai rischi correlati con le condizioni climatiche di caldo estremo negli ambienti di lavoro. Questa ordinanza è un tassello in più nel riconoscimento della nostra Piattaforma da parte della Regione, che ha già accolto gran parte delle nostre richieste, sulle quali siamo pronti a lavorare attivando i quattro gruppi di lavoro su formazione, promozione della salute nei luoghi di lavoro, appalti e subappalti, comunicazione. Ora, però, chiediamo che si vada avanti fino alla concretizzazione di tutta la nostra piattaforma”.
“Riteniamo inoltre fondamentale – concludono Cgil, Cisl e Uil Umbria – monitorare congiuntamente l’effettiva applicazione dell’ordinanza da parte delle imprese, anche attraverso il coinvolgimento degli organismi bilaterali e degli enti di controllo, affinché le tutele previste non restino solo sulla carta. Ribadiamo anche la necessità di assumere misure anche su altri settori a rischio, come logistica, raccolta rifiuti, trasporti, impianti fissi e altri ambiti lavorativi in cui si opera in condizioni climatiche critiche. Occorre sconfiggere presto la piaga degli infortuni e promuovere un nuovo modello di sviluppo basato su qualità del lavoro, partecipazione, salute, sicurezza e salvaguardia dell’ambiente. Queste rimangono le priorità del sindacato, sulle quali ci impegniamo a lavorare unitariamente con determinazione”.

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