Covid, dopo la protesta lavoratori umbri attendono la data per la riapertura

 
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Covid, dopo la protesta lavoratori umbri attendono la data per la riapertura

Entro domani sarà indicata una data per riaprire le attività chiuse ormai da tempo. Il Governo dovrebbe comunicare le nuove misure per contenere i contagi, ma anche quelle di una eventuale ripartenza economica che vede migliaia di ristoratori, baristi, commercianti umbri di ogni tipo lottare con un solo motivo: vogliono lavorare perché non hanno più di che vivere, non hanno più soldi per pagare le tasse che non sono state annullate, perché i ristori che avrebbero dovuto ricevere non sono arrivati, per qualche cavillo burocratico. Le saracinesche di migliaia di attività sono ormai chiuse. Vogliono riprendere a lavorare, conoscere una data di riapertura. Gli operatori del settore dopo aver manifestato in piazza davanti alla regione, dopo essere andati a Roma attendono una risposta perché non hanno più soldi, dopo aver dato fondo ai propri risparmi.

“Ci hanno messo in ginocchio. Non accettiamo più ritardi ed incertezze. Chiediamo data certa delle riaperture dei nostri esercizi, ristoranti, palestre, tutto ciò che a causa del Covid è stato bloccato, insieme a regole sicure che consentano di operare in maniera adeguata. Dobbiamo necessariamente riaprire in sicurezza le nostre attività. Altrimenti devono dare dei sostegni ben precisi con delle date certe. Dopo un anno di pandemia, nulla è cambiato. Il Decreto legge Sostegni – afferma Virgilio La Penna – è una delusione. Sono arrivate ad una piccola percentuale di aziende solamente briciole, totalmente insufficienti a salvare le nostre imprese, a chi ha perso 100.000,00 euro di fatturato gli è stato bonificato 4.350,00 euro!

Chiedono blocco degli sfratti e sgravi fiscali ai proprietari che mantengono attivi i contratti o che rinegoziano con l’impresa presente, blocco delle licenze fino al 2023 (Moratoria legge Bersani Visco), credito Imposta sugli affitti, cedibile e applicato per tutto l’anno 2021, blocco immediato del distacco utenze. ( programmazione di rateizzo senza interessi a partire da Aprile 2022), reali sostegni alle imprese (considerando la perdita di fatturato su tutto il periodo di pandemia e perequativo sul 2020 inserendo sostegni anche per le start-up), fallimento Causa Covid-19 (scudo penale e fiscale).

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