CORCIANO, CFM, QUARANTA POSTI DI LAVORO A RISCHIO

(umbriajournal.com) CORCIANO – Questa mattina, proprio mentre si stava svolgendo il presidio dei lavoratori davanti alla Cfm di Corciano, e proprio mentre i sindacati erano riuniti con la proprietà dell’ex Sicel di Ghini, è arrivata la notizia dal Ministero dello sblocco della Cassa integrazione straordinaria per i 40 lavoratori che dal mese di gennaio non vedevano un soldo dell’ammortizzatore sociale che era stato concordato il 3 di quel mese. A portare la notizia alle maestranze riunite in assemblea dentro al piazzale è stato Cristiano Alunni, Segretario Fiom Cgil di Perugia. Il problema del futuro dell’azienda e dei dipendenti, però, resta tutto. Produzione trasferita totalmente in Romania e nessuna volontà e certezza di riprendere l’attività produttiva di carpenteria. I 30 operai devono ancora ricevere il pagamento del mese di dicembre 2012 più la tredicesima. L’ultima Cassa, di 600 euro, è stata pagata ad aprile. Otto le mensilità che devono, invece, ricevere i 13 impiegati della Cfm. Alla loro disperazione si aggiunge persino quella dei sei sette ex dipendenti andati in pensione che non hanno mai ricevuto il trattamento di fine rapporto. La Fiom Cgil di Perugia si ritrova costretta, per l’ennesima volta, a denunciare un caso di assoluta mancanza di rispetto verso il mondo del lavoro e verso i lavoratori. A subire le drastiche conseguenze del disastro in corso nel paese, questa volta, quindi, sono i lavoratori della C.F.M. di Corciano, azienda metalmeccanica storica nella provincia di Perugia, che dai fasti del passato si è ritrovata, da circa un anno a questa parte, ad una condizione di immobilismo totale. “ Riteniamo inaccettabile – dice la Fiom Cgil – per un paese che si definisce normale, gettare nella disperazione più totale lavoratori che da sei mesi non percepiscono un euro e non hanno la benché minima idea di quando riusciranno ad ottenere una risposta certa per il loro futuro”.

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