Conte, occupazione bene per cassa Covid e stop licenziamenti

Per leader M5s servono ora "strumenti ancora più incisivi"

Conte, occupazione bene per cassa Covid e stop licenziamenti 

Conte, occupazione bene per cassa Covid e stop licenziamenti

“In questo periodo della pandemia registriamo un trend positivo per quanto riguarda l’ occupazione, più 23 per cento e, soprattutto, all’ incirca 419 mila nuove assunzioni. Dati direttamente collegabili alle misure cassa integrazione Covid e blocco licenziamenti. La nostra politica anche per quanto riguarda i piani di tutela dell’ occupazione si è rivelata efficiente ed efficace, sta dando dei frutti, abbiamo preservato il tessuto non solo produttivo ma anche sociale del Paese e questo è molto importante.

Le varie crisi di impresa che adesso andranno affrontate richiedono però anche degli strumenti ancora più incisivi”: ad affermarlo il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, parlando con i giornalisti ad Assisi, nel giorno in cui è arrivata la notizia della cessione dell’ Ast di Terni al gruppo Arvedi. Conte, in particolare ne indica tre strumenti necessari. “Primo bisogna rivedere la legge sull’ amministrazione straordinaria delle grandi imprese – ha detto -, una legge datata e che va perfezionata.

E poi ancora questo Paese deve introdurre al più presto una regolamentazione che favorisca la costituzione di cooperative di lavoratori che possano subentrare nella gestione delle imprese in crisi. Dal mio angolo visuale come presidente del Consiglio Conte 1 e 2 ho partecipato a tanti tavoli della crisi di impresa e i più motivati a continuare quando c’ è una crisi vera e irreversibile sono i lavoratori.

Diamo a loro le agevolazioni perché sono la migliore garanzia della continuità dell’ impresa. Infine dobbiamo completare il decreto sulle delocalizzazioni dove non deve prevalere la volontà punitiva nei confronti di una impresa perché questo rischierebbe di allontanare gli investitori ma, allo stesso tempo, dobbiamo creare una procedura ordinata in caso di delocalizzazioni, che chiami a responsabilità le imprese”./Agenzia nazionale di stampa associata

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