Celi 1920, stato di agitazione: timori per gli 85 dipendenti

Celi 1920, stato di agitazione: timori per gli 85 dipendenti

Produzione rallentata e ferie forzate, Cgil chiede un tavolo

⚠️ Celi 1920 in stato di agitazione: produzione rallentata e fermata estiva estesa a tutto agosto. Fillea Cgil Umbria chiede un confronto urgente. Preoccupazione per 85 lavoratori umbri legati alla nautica di alta gamma.


La situazione produttiva della Celi 1920, storica realtà umbra specializzata nella lavorazione del legno destinato alla nautica di alta gamma, entra in una fase di forte incertezza. Nell’azienda, che conta 85 dipendenti, è stato proclamato lo stato di agitazione dopo il rallentamento delle attività e la decisione di prolungare la fermata estiva per l’intero mese di agosto.

Al centro delle preoccupazioni c’è il rapporto con The Italian Sea Group, proprietaria dell’azienda e titolare dei cantieri di Marina di Carrara. Celi 1920 opera infatti in una condizione di assoluta monocommittenza, circostanza che lega direttamente il suo andamento produttivo alle condizioni e alle prospettive della proprietà.

Produzione rallentata e fermata estiva prolungata

I segnali che hanno portato alla proclamazione dello stato di agitazione riguardano innanzitutto il rallentamento della produzione. A questo si aggiunge il ricorso alle ferie forzate e l’estensione della tradizionale fermata estiva, che quest’anno interesserà tutto il mese di agosto.

Una situazione che alimenta l’incertezza tra operai e impiegati e che ha determinato l’intervento della Fillea Cgil Umbria. L’organizzazione sindacale ha chiesto l’apertura urgente di un tavolo di confronto per affrontare la situazione e fare chiarezza sulle prospettive produttive e occupazionali.

La preoccupazione riguarda soprattutto le conseguenze che le difficoltà della proprietà potrebbero avere sulla realtà umbra. La dipendenza da un unico committente rende infatti Celi 1920 strettamente collegata alle sorti del cantiere di Marina di Carrara.

Ottantacinque lavoratori attendono risposte sul futuro

La vertenza coinvolge complessivamente 85 lavoratori, tra operai e impiegati. Si tratta in prevalenza di personale giovane, il cui futuro professionale è direttamente collegato alla continuità dell’attività dell’azienda e, di conseguenza, all’evoluzione della situazione di The Italian Sea Group.

Lo stato di agitazione formalizza quindi una preoccupazione maturata davanti al rallentamento dell’attività e all’allungamento della pausa produttiva. La richiesta sindacale punta ora a ottenere un confronto nel quale affrontare le prospettive della società e le possibili ricadute sui livelli occupazionali.

La fermata per l’intero mese di agosto assume particolare rilevanza proprio nel quadro di una produzione già descritta come rallentata. Per i dipendenti, l’attenzione resta concentrata sulle decisioni che interesseranno la proprietà e sulle prospettive produttive dell’azienda.

Preoccupazione per le possibili ricadute sul territorio

L’eventuale blocco o ridimensionamento di Celi 1920 avrebbe conseguenze che non riguarderebbero soltanto gli 85 dipendenti direttamente coinvolti. La situazione suscita preoccupazione anche per il contesto territoriale nel quale opera l’azienda, già interessato da crisi industriali e disoccupazione.

Celi 1920 rappresenta una realtà storica specializzata nella lavorazione del legno per la nautica di alta gamma. Le difficoltà produttive assumono quindi particolare rilievo anche per il futuro di un’attività industriale specializzata presente sul territorio umbro.

La condizione di monocommittenza costituisce uno degli elementi centrali della vertenza. Le prospettive dell’azienda umbra sono infatti direttamente legate alla situazione della proprietà e all’andamento delle attività dei cantieri di Marina di Carrara.

Fillea Cgil Umbria sollecita un confronto urgente

La Fillea Cgil Umbria chiede che venga aperto rapidamente un tavolo di confronto. Al centro ci sono il rallentamento della produzione, le ferie forzate, la fermata estiva prolungata e soprattutto le prospettive occupazionali degli 85 dipendenti.

Per operai e impiegati resta centrale la necessità di comprendere quale scenario si presenterà al termine di agosto. La situazione della proprietà si riflette direttamente sul futuro dello stabilimento umbro, considerato il rapporto di monocommittenza che caratterizza l’attività di Celi 1920.

Lo stato di agitazione porta così al centro dell’attenzione la tutela degli 85 posti di lavoro e il futuro della storica realtà produttiva. Il sindacato sollecita un confronto urgente mentre l’evoluzione della vicenda rimane collegata alle sorti dei cantieri di Marina di Carrara e alle conseguenze che queste potranno determinare sull’attività di Celi 1920.


Celi 1920 è un’azienda umbra: ha sede produttiva a Stroncone, in provincia di Terni, ed è una realtà storica specializzata nella lavorazione del legno, oggi soprattutto per la nautica di alta gamma.

Il collegamento con The Italian Sea Group, invece, deriva dalla proprietà: Celi è entrata nel gruppo che opera con i cantieri di Marina di Carrara, in Toscana. Nel comunicato che mi hai passato viene inoltre specificato che Celi lavora in monocommittenza per il gruppo.

Quindi la crisi interessa direttamente l’Umbria perché gli 85 posti di lavoro sono nello stabilimento umbro e un eventuale rallentamento o ridimensionamento avrebbe ricadute occupazionali sul territorio ternano.

Nel pezzo, anzi, conviene specificare subito Stroncone (Terni): rende molto più chiaro al lettore perché la notizia è umbra.

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