Celi 1920, sindacato chiede tavolo urgente sulla crisi The Italian Sea Group

Fillea Cgil: fare chiarezza sul futuro dello stabilimento umbro

🏭 Fillea Cgil Umbria chiede un tavolo urgente sul futuro di Celi 1920. Il sindacato esprime preoccupazione per le ricadute della crisi di The Italian Sea Group sullo stabilimento ternano e sui circa 90 lavoratori, sollecitando il coinvolgimento di Prefettura e Regione.


Preoccupazione per il futuro dello stabilimento ternano

La Fillea Cgil Umbria lancia un appello per l’apertura immediata di un tavolo di confronto dedicato alla situazione della Celi 1920 S.r.l., azienda di Terni specializzata nella lavorazione del legno per il settore della nautica di alta gamma. Il sindacato manifesta forte preoccupazione per le prospettive dello stabilimento, che impiega circa 90 lavoratrici e lavoratori e rappresenta una realtà produttiva di rilievo per il territorio umbro.

Secondo l’organizzazione sindacale, la crisi che coinvolge The Italian Sea Group, proprietaria della società e unico committente dello stabilimento, rischia di avere effetti diretti anche sull’occupazione e sulla continuità produttiva del sito ternano. La situazione viene considerata particolarmente delicata alla luce della procedura di composizione negoziata avviata dal gruppo, del successivo ricorso agli strumenti di tutela del patrimonio e delle prospettive aperte per il cantiere di Marina di Carrara.

I segnali di rallentamento evidenziati dal sindacato

La Fillea Cgil Umbria riferisce che negli ultimi mesi anche nello stabilimento di Terni sarebbero emersi elementi di criticità che, a giudizio del sindacato, meritano un chiarimento.

Tra gli aspetti indicati figurano il rallentamento delle attività produttive, la discontinuità nelle forniture, il ricorso forzato alle ferie, la mancanza di una programmazione condivisa con la Rappresentanza Sindacale Unitaria e la decisione di estendere la fermata estiva per l’intero mese di agosto.

Per la Fillea questi elementi rappresentano segnali che non possono essere sottovalutati in una fase già caratterizzata dalle difficoltà del gruppo industriale di riferimento.

La richiesta di chiarimenti sul ruolo di Celi 1920

Il segretario organizzativo della Fillea Cgil Umbria, Cristiano Costanzi, sostiene che Celi 1920 non possa essere considerata estranea alla crisi di The Italian Sea Group, evidenziando come lo stabilimento ternano faccia parte integrante della filiera produttiva del gruppo.

Secondo il sindacato, nel corso degli anni l’azienda umbra ha contribuito alla realizzazione di produzioni nautiche di alta gamma grazie alle competenze delle proprie maestranze e alla qualità delle lavorazioni artigianali.

Per questo la Fillea chiede che venga chiarito quale prospettiva industriale si intenda garantire allo stabilimento e ai suoi dipendenti, ritenendo necessario conoscere il ruolo che Celi 1920 potrà avere nel futuro assetto del gruppo.

Stato di agitazione e richiesta di confronto

L’organizzazione sindacale ricorda di aver già proclamato lo stato di agitazione e di avere richiesto un incontro urgente con la direzione aziendale per conoscere le possibili ricadute della situazione di The Italian Sea Group sul sito produttivo di Terni.

Secondo la Fillea Cgil Umbria, a oggi tale confronto non sarebbe ancora stato avviato, circostanza che il sindacato considera motivo di ulteriore preoccupazione in una fase definita particolarmente delicata.

Cristiano Costanzi sottolinea inoltre la necessità di fornire ai lavoratori informazioni chiare sulle prospettive produttive e occupazionali dello stabilimento, chiedendo anche spiegazioni sul fatto che Celi 1920 sia rimasta al di fuori del perimetro delle procedure avviate per The Italian Sea Group, pur facendo parte della filiera produttiva.

Coinvolgere istituzioni e territorio

La Fillea Cgil Umbria ritiene che lo stabilimento ternano debba essere incluso in tutte le valutazioni relative alla continuità aziendale, ai possibili progetti di rilancio, a eventuali subentri o a future ipotesi di riorganizzazione industriale, affinché venga tutelato anche il personale che ha contribuito negli anni alle produzioni del gruppo.

Il sindacato richiama inoltre l’attenzione sulle possibili conseguenze che un eventuale ridimensionamento o blocco delle attività potrebbe avere per il territorio ternano, già interessato da criticità industriali e occupazionali.

Per questo motivo la Fillea Cgil Umbria chiede il coinvolgimento delle istituzioni, sollecitando un incontro con il Prefetto di Terni e l’interessamento della Regione Umbria, anche in raccordo con le istituzioni della Toscana, per aprire un tavolo di confronto che consenta di fare chiarezza sulla situazione e di individuare una prospettiva industriale e occupazionale per il sito produttivo.

Secondo il sindacato, i lavoratori non devono essere lasciati in una condizione di incertezza e serve un confronto trasparente che metta al centro la continuità produttiva, la tutela dell’occupazione e la salvaguardia delle professionalità presenti nello stabilimento di Terni.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*