Ast, l’azienda annuncia la mobilità per 550 lavoratori

Ast, ingegner Antonio Bufalini lascia il suo incarico
Ast, ingegner Antonio Bufalini lascia il suo incarico

Cancellati, con decorrenza dal primo ottobre, anche tutti gli accordi aziendali di secondo livello
per tutti i dipendenti dell’Ast. In una nota dell’azienda ai sindacati si spiega che la decisione in merito al contratto integrativo è stata presa “in relazione alla nota crisi del mercato siderurgico, alle gravi ricadute produttive, all’ottimizzazione dei costi e al piano presentato il 17 luglio scorso”. Le assemblee in fabbrica programmate dalle 12,30 si trasformano in un’ora e mezza di sciopero.

Dopo il fallimento della trattativa sull’Ast la notte scorsa a Roma, l’azienda, pare abbia, firmato le lettere per avviare la procedura di mobilità nei confronti dei 550 operai.

Il Governo la notte scorsa ha chiesto all’azienda di attendere prima di compiere atti unilaterali come l’invio delle lettere di messa in mobilità, ma pare che da parte dell’Ast potrebbe essere solo una questione di ore. E, infatti, in tarda mattinata è la stessa azienda ad annunciare l’avvio della mobilità.

Un “invito pressante a tutte le parti e, soprattutto, all’azienda affinché in questa delicatissima fase del confronto si tenga comunque aperto il dialogo e non assuma atti unilaterali che rischierebbero di pregiudicare gli sforzi fin qui compiuti, oltre che alzare inutilmente la tensione sociale” è stato rivolto dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, dal presidente della Provincia di Terni Feliciano Polli e dal sindaco di Terni, Leopoldo di Girolamo.

“Sono reduce da una trattativa andata male, ma non abbandoniamo e continueremo a insistere”. Lo ha
detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio, in conferenza stampa a Palazzo Chigi, facendo riferimento alla vertenza sull’Ast di Terni.

“Il naufragio di ogni mediazione possibile rispetto al piano di licenziamenti e diminuzioni dei salari presentato da Thyssen Krupp è il frutto del combinato disposto tra arroganza della multinazionale e incapacità del Governo Renzi a reclamare nelle sedi opportune rispetto per il proprio paese”. Così il consigliere regionale Alfredo De Sio (Fratelli d’Italia) commenta “l’esito negativo dell’incontro svoltosi al ministero dello Sviluppo economico”. Per De Sio, “il ruolo di mediazione svolto dal Governo, al contrario di quanto dichiarato da Regione, Provincia e Comune di Terni, non merita alcun ringraziamento, dato che si è trattato di una inutile sceneggiata, col solo obiettivo di gettare fumo negli occhi senza produrre nessun passo in avanti. Come si può pensare di mediare se la posizione iniziale del Governo italiano è quella di ribadire la possibilità da parte aziendale di intervenire su esuberi e costo del lavoro e con tutele inesistenti per il futuro? Come ci si può stupire se la TK con un governo imbelle non receda di un millimetro dal piano presentato a luglio?”. “Non si tratta di avversità politica – continua il consigliere FDI – la verità è che ‘fanfaRenzi’ e la sua corte di bravi ragazzi mostrano di non avere il coraggio o di essere incapaci a gestire a livello europeo una vertenza simbolo come quella delle acciaierie di Terni. L’unico pensiero del presidente del Consiglio, nel pieno del semestre europeo, è quello di occuparsi di lavoro solo alzando cortine fumogene, come la pseudo riforma del lavoro che non aiuta nessuno, non incentiva occupazione ed aumenta precarietà. Ecco perché – conclude De Sio- è necessario che le istituzioni locali non siano timide e non balbettino di fronte all’inconsistenza di un Esecutivo che mai come in questo momento è distante dai lavoratori e dall’interesse nazionale”.

Dopo che è saltato il tentativo di mediazione del governo sul futuro di Ast di Terni ieri notte, la
Fim-Cisl conferma l’impegno per mantenere viva la trattativa. “Noi non gettiamo la spugna – ha spiegato Marco Bentivogli, segretario nazionale Fim – vogliamo riaprire il negoziato”. Bentivogli parteciperà oggi a un”assemblea dei lavoratori a Terni.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*