Ast, tavolo con ministro Guidi, trattativa in stallo, incontro aggiornato a mercoledì 8

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L’incontro al ministero dello sviluppo economico per il futuro dell’Ast di Terni è stato aggiornato a domani alle ore 15. Lo riferiscono fonti sindacali presenti all’incontro.

“Dopo aver incontrato il Ministro Federica Guidi siamo in attesa di una proposta da parte del Governo”. Lo rende noto Mario Ghini, Segretario nazionale della Uilm, che insieme ai rappresentanti delle altre delegazioni sindacali è riunito nel Parlamentino del Dicastero dello sviluppo economico. “Ora dal pronunciamento del Ministro – sottolinea Ghini – dipende l’esito della vertenza sul piano industriale dell’AST di Terni”.

La trattativa al Mise sull’Ast era ripresa poco prima delle 15 interrotta nella notte tra venerdì e sabato. Azienda, sindacati e istituzioni insieme a confronto con il ministro Guidi. Alle 18.30 la riunione è stata sospesa e i sindacati nazionali e locali si sono riuniti per verificare le posizioni.

Le organizzazioni sindacali nazionali e locali stanno valutando se ci sono le condizioni o meno per arrivare a una mediazione. La trattativa attraversa un’ulteriore fase di stallo.

Per l’azienda al Mise oggi c’erano l’amministratore delegato di Ast, Lucia Morselli, e la responsabile delle relazioni esterne di Thyssenkrupp. Mancano i “vertici” chiamati in causa nei giorni scorsi sia dal Governo che dalle istituzioni locali e dai sindacati. Una assenza che potrebbe significare un ulteriore slittamento dei termini per la chiusura della trattativa.

L’obiettivo dichiarato è sempre lo stesso: cercare di trovare un accordo sul piano industriale per il sito di Terni. Le parti, però, sono così distanti o meglio, così ferme nelle rispettive posizioni, che nel vertice di venerdì scorso sono andate più di una volta vicine alla rottura, tanto che è dovuto intervenire il presidente del Consiglio per scongiurare il fallimento del negoziato e l’invito delle lettere di licenziamento. Il Governo cercherà una mediazione in quello che si sta trasformando in un “laboratorio” di tutte le crisi industriali del Paese. Un caso da manuale per la crisi industriale italiana con ripercussioni su sui salari e sui contratti. Che su Terni si giochi il futuro dell’industria italiana lo ha ribadito anche il premier Renzi questa mattina incontrando i sindacati. Il capo del Governo ha ribadito che per Terni, Termini Imerese e Ilva di Taranto bisogna trovare soluzioni subito.

L’azienda Ast è decisa ad attuare a un piano di risparmi da 100 milioni all’anno, 12 dei quali da realizzare con un taglio al costo del lavoro attraverso un contenimento del contratto integrativo. Una contrazione quindi della retribuzione a fronte di un dimezzamento degli eventuali esuberi (550 quelli annunciati il 17 luglio, 290 quelli a cui l’azienda sarebbe disposta ad arrivare).

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