Acciai Speciali Terni chiude anno in perdita di quasi 2 milioni

 
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Ast Terni, Burelli, anno molto difficile, risultato molto negativo

Acciai Speciali Terni chiude anno in perdita di quasi 2 milioni

Acciai Speciali Terni chiude il bilancio dell’anno fiscale 2018/19 con un utile ante imposte di € 332.549, cui seguono imposte per € (2.218.489) che portano il risultato netto ad una perdita di € (1.885.940). Per inquadrare questo risultato, in netta controtendenza rispetto ai due passati esercizi, occorre valutare il difficile contesto in cui la società si è trovata ad operare, in uno scenario di prezzi decrescenti avviato già nell’ultimo trimestre dello scorso anno e che è andato via via peggiorando.

È noto che i dazi introdotti all’inizio del 2018 da Trump hanno determinato il riversamento in Europa di tutto l’eccesso di capacità produttiva asiatica prima distribuito anche negli Stati Uniti, creando una sovrabbondanza di offerta e il conseguente crollo dei prezzi, ricaduti sulle spalle dei produttori europei.

Per quanto riguarda AST, le spedizioni hanno subìto, rispetto all’esercizio precedente, una flessione dei volumi complessivamente contenuta del 5,6%, con una differenziazione tra i prodotti Laf (Laminato a freddo) a maggior valore aggiunto (-1,1%) e prodotti Nac e Black (-11%). Anche i tubi hanno subìto una diminuzione (-8.6%), causata dalla crisi del settore dell’auto. Tuttavia l’impatto maggiore sul risultato lo ha avuto la flessione nei prezzi, necessaria per mantenere quote di mercato e tenere testa alla concorrenza.

Sebbene si tratti di un risultato non soddisfacente, occorre considerare che l’esito di un anno così difficile sarebbe stato ben peggiore se l’Azienda non avesse adottato in questi ultimi esercizi delle azioni volte a renderla più competitiva e meno vulnerabile alle pressioni sui prezzi: in primis puntando ad una politica commerciale che abbia come clienti gli utilizzatori finali, interessati al prodotto per le caratteristiche di qualità e di servizio offerte e non tanto per il prezzo.

Nell’ottica del cambiamento nasce la consapevolezza che un’azienda deve valutare le proprie azioni non solo sulla base di obiettivi economico-finanziari, ma anche dell’impatto sociale e ambientale, come affermato dall’amministratore delegato Massimiliano Burelli nel corso dell’iniziativa OCSE “Trust in Business” organizzata a Parigi nel mese di ottobre. Proprio in questa direzione sono stati raggiunti risultati concreti tramite investimenti basati sul principio di economia circolare, primo fra tutti il progetto di recupero delle scorie di lavorazione, attività affidata alla società finlandese Tapojarvi Oy.

Ad aprile è stato inaugurato il nuovo impianto per la generazione di vapore a recupero che consente allo stabilimento di elevare al 70% del totale la quota di vapore prodotto senza l’utilizzo di combustibili fossili e ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera per un quantitativo pari a 30 mila tonnellate annue.

Oltre all’impegno verso la sostenibilità, è maturata la consapevolezza che solo attraverso l’integrità ed elevati standard etici un’azienda possa ottenere la fiducia di tutti gli stakeholders: per questo AST ha organizzato nel corso dell’anno i Legality Days, una serie di eventi aperti alla comunità sul tema della legalità. In coerenza con il percorso intrapreso, nel corso del corrente anno fiscale AST è tra le prime otto grandi aziende in Italia e prima acciaieria in Europa ad aver ottenuto la certificazione ISO 37001 – Sistema di Gestione per la Prevenzione della Corruzione.

L’Azienda ha adottato inoltre il programma Leadership in Health & Safety, con l’obiettivo di promuovere un cambiamento culturale sulla sicurezza, sul posto di lavoro e non solo, attraverso la creazione di “safety leaders” in grado di influire positivamente sul comportamento dei propri collaboratori: a questo scopo sono stati organizzati numerosi workshop che hanno coinvolto circa 340 persone tra manager e preposti e una giornata dedicata alla sicurezza nei luoghi di lavoro, in cui AST ha aperto le porte del teatro Secci alla città per la rappresentazione dello spettacolo teatrale “Il Virus che ti salva la vita”.

Nel corso dell’ultimo anno fiscale, sempre con l’obiettivo di sviluppare una cultura aziendale lean, si sono ulteriormente consolidate le attività denominate Back to Basics, tramite la relizzazione di 369 Kaizen blitz che hanno coinvolto 1208 persone. Back to Basics è stato uno dei principali strumenti operativi nel contesto del progetto di ottimizzazione della produzione, ed ha sviluppato un’innovativa integrazione con il mondo qualità che ha permesso di consolidare il pacchetto di certificazioni qualitative dell’azienda.

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