Includere commercianti piccoli borghi, frazioni, periferie in tantum autonomi

 
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Includere commercianti piccoli borghi, frazioni, periferie in tantum autonomi

Includere commercianti piccoli borghi, frazioni, periferie in tantum autonomi

L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha discusso, nella odierna seduta di question time, l’interrogazione a risposta immediata del consigliere Simona Meloni (Pd) che ha chiesto alla Giunta “lo stanziamento di maggiori fondi al fine includere anche i commercianti dei piccoli borghi, delle frazioni e delle periferie, nella misura di ristoro ‘Una tantum autonomi’ approvata recentemente”.

Illustrando l’atto in Aula, Meloni ha detto che “l’avviso ‘Una tantum autonomi’ prevede l’erogazione di un contributo una tantum di mille e 500 euro alle attività che sono state temporaneamente sospese o ridotte a seguito dei Dpcm o delle Ordinanze del Presidente della Giunta regionale emanate per contrastare l’emergenza Covid-19.
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Tra le varie tipologie di beneficiari inseriti nell’avviso vi sono i commercianti e gli artigiani che operano nei centri storici, nei centri commerciali e nelle zone colpite dal sisma del 2016. Sono di fatto stati esclusi dal beneficio i commercianti e gli artigiani che operano nelle periferie, nelle frazioni e nei piccoli borghi della nostra regione. Ma l’emergenza sanitaria ha prodotto un drastico impoverimento di tutto il tessuto commerciale ed economico mettendo in ginocchio l’intera economia regionale.

Ricordo che nel 2020 c’è stata una flessione dei consumi dell’11 per cento. Il commercio di prossimità, i piccoli commercianti delle frazioni e dei nostri piccoli borghi rappresentano il centro della vita economica di ogni nostro quartiere. Il commercio di vicinato rappresenta non soltanto un settore economico e occupazionale tra i più significativi del tessuto produttivo, ma anche un insostituibile presidio sociale oltre che un indice di vivibilità delle città, specialmente delle periferie.

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Le attività commerciali che operano in zone periferiche e nelle nostre piccole realtà rappresentano quindi un valore da difendere oltre che da valorizzare. Realtà che non dovrebbero mai essere escluse dalle misure e dagli interventi in favore delle imprese umbre, specie in un momento di grande difficoltà come quello che stiamo affrontando”. L’assessore Fioroni nella sua risposta ha detto che

il commercio ha subìto perdite gravissime. La ratio dell’una tantum era di individuare una specifica categoria del commercio che ha subìto un ulteriore danno per la mancanza di turismo.

È pronta una misura rivolta a tutto il commercio: con il bando re-commerce ci sono 10 milioni di euro grazie alla riprogrammazione dei fondi europei. Con la riprogrammazione ci sono dei vincoli e in questo caso si tratta solo di strumenti finanziari. Ma a fronte del finanziamento ricevuto subito è possibile detrarre metà dell’importo, che diventa a fondo perduto.

Noi abbiamo cercato di dare un’ampia serie di risposte specifiche. Come ad esempio per gli operatori delle fiere, dello spettacolo, estetiste, tolettatori di animali: stiamo dando risposte mirate con dotazioni finanziarie ognuna delle quali ha vincoli di utilizzo. La misura una tantum verrà chiusa il 5 marzo.

Questo consente di andare in erogazione subito, salvo poi riaprire l’avviso nello stesso mese di marzo ampliando la platea dei soggetti beneficiari”. Nella sua replica Meloni ha detto di essere “confortata nel sapere che dopo il 5 marzo ci sarà la possibilità di dare spazio ad altri commercianti. Il commercio più di altri ha subìto una forte pressione, anche in questo periodo di saldi, soprattutto per il settore moda e calzature.

Non ci sono commercianti e autonomi di serie A e di serie B. Mi auguro che il bando re-commerce sani le mancanze degli altri bandi.

Chiedo il rispetto delle tempistiche, perché è fondamentale che a tutti i livelli i ristori siano immediatamente erogati”.

Link alla notizia: http://www.consiglio.regione.umbria.it/node/68580

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