Il Gruppo Grifo Agroalimentare ha affrontato la crisi da Covid

 
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Il Gruppo Grifo Agroalimentare ha affrontato la crisi da Covid

“Stiamo uscendo da un periodo difficile, che ci ha visto faticare molto. Abbiamo però continuato a immaginare il futuro e a lavorare per realizzarlo. Ci siamo strutturati in modo idoneo e ora siamo in grado di affrontare il domani con serenità”. In questi mesi di emergenza sanitaria, la cooperativa umbra Gruppo Grifo Agroalimentare non ha mai interrotto le proprie attività e, anzi, ha investito ingenti risorse nella ricerca di nuovi mercati, in innovazione di processo e di prodotto. A fare ora il punto della situazione è il presidente dell’azienda Carlo Catanossi il quale, partendo dalla constatazione di come i consumi siano profondamente cambiati durante la pandemia, spiega come il Gruppo Grifo ha affrontato le problematiche legati alla pandemia di covid-19.

“La chiusura di ristoranti e scuole, per esempio – ha fatto notare Catanossi –, ha influito pesantemente sulle nostre attività: uno dei principali mercati della nostra mozzarella era, infatti, quello delle pizzerie, mentre, non recandosi fisicamente a scuola, i ragazzi hanno modificato le loro abitudini alimentari, in particolare nel modo di fare colazione. Sembrano sciocchezze, ma i dati ci indicano una forte contrazione nei consumi di prodotti lattiero caseari destinati, appunto, alla ristorazione e alle colazioni dei ragazzi”.

“Noi, ovviamente – ha ricordato il presidente del Gruppo Grifo –, non potevamo rallentare e interrompere le produzioni poiché le mucche dei nostri soci fanno latte tutti i giorni e questo va assolutamente lavorato. Abbiamo perciò cercato e trovato nuovi mercati all’estero e puntato su alcune linee di prodotti che prima non realizzavamo. Grazie a questi interventi, nonostante un’inevitabile contrazione del fatturato, nel 2020 siamo riusciti comunque a contenere le perdite. Ciò consentirà ai nostri produttori di portare a casa un buon livello di remunerazione del prodotto, con numeri che ci collocano ancora una volta tra le prime aziende d’Italia come livello di remunerazione”.

“Accanto a questi interventi – ha proseguito Catanossi –, abbiamo continuato a investire e a realizzare il progetto che ci eravamo prefissati di ammodernamento totale dell’azienda. Dopo aver creato due caseifici negli ultimi dieci anni, a Norcia e Colfiorito, quest’anno abbiamo ristrutturato lo stabilimento di Ponte San Giovanni. Stiamo per terminare l’investimento ed entro il mese di giugno sarà attivo. Avremo uno degli impianti di lavorazione del latte più all’avanguardia e innovativi d’Italia: sarà in grado di trattare il latte in modo ‘delicatissimo’ e, allo stesso tempo, ci farà risparmiare acqua ed energia”.

“Adesso – ha quindi concluso il presidente – ci stiamo approcciando ad alcune grandi opportunità in campo agricolo legate al Recovery plan, con risorse e progettualità che riguarderanno il recupero dei reflui e dei sottoprodotti, nelle quali noi vorremmo esserci. Il nostro sguardo è, inoltre, sempre concentrato sull’innovazione produttiva ma anche nella ricerca di nuovi spazi di mercato: per necessità, ci siamo confrontati con tutto il mondo e abbiamo trovato alcuni canali fuori dal nostro Paese che ci stanno dando qualche soddisfazione. È un inizio promettente. Quest’anno verrà anche assegnato il marchio Igp (Indicazione geografica protetta) a un prodotto caseario umbro e questo ci darà una grande mano per riaffermare la qualità dei nostri prodotti. Il futuro è, insomma, molto movimentato e noi daremo ancora importanti segni di vitalità e di presenza attiva sul territorio”.

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