Gruppo Financo rinnova i CdA di Colacem e Colabeton

Gruppo Financo rinnova i CdA di Colacem e Colabeton

Nuova governance per il colosso edilizio con sede a Gubbio

Un riassetto che parte dall’azionariato

Gruppo Financo avvia una nuova stagione industriale. Il punto di partenza è il riassetto dell’azionariato completato il 5 maggio scorso, quando la Carlo Colaiacovo Holding e la Giovanni Colaiacovo Holding hanno acquisito congiuntamente il 25% del capitale di Financo, quota che in precedenza faceva capo a Franco Colaiacovo Gold. Un passaggio societario che ha riequilibrato gli assetti interni e ha aperto la strada a una riorganizzazione complessiva della governance del Gruppo.

Con sede a Gubbio, in Umbria, Financo è la holding che controlla alcune tra le realtà più rilevanti del settore dei materiali per l’edilizia in Italia, con una proiezione che supera i confini nazionali e si estende fino all’Europa centrale, al Centro America e al Nord Africa.

Il rinnovo alla holding apre la strada alle controllate

Il processo di rinnovo degli organi societari ha preso avvio con il ridisegno del Consiglio di Amministrazione della stessa Financo, dove Maria Carmela Colaiacovo ha assunto la presidenza e Cristina Colaiacovo il ruolo di vicepresidente. Da quella sede, il percorso si è poi esteso alle due principali società operative del Gruppo: Colacem e Colabeton.

L’operazione, annunciata il 22 giugno 2026, rappresenta quindi il completamento di una transizione avviata settimane prima e pensata per garantire continuità di indirizzo e rafforzamento della struttura decisionale.

Colacem: doppio mandato per Carlo e Ubaldo Colaiacovo

Nel nuovo Consiglio di Amministrazione di Colacem S.p.A. siedono sei componenti: Carlo, Luca, Cristina, Maria Carmela e Ubaldo Colaiacovo, insieme a Mariano Spigarelli. La distribuzione dei ruoli è chiara. Carlo Colaiacovo ricopre la carica di presidente, Ubaldo Colaiacovo quella di vicepresidente. Entrambi sono stati nominati Amministratori Delegati con piene deleghe operative.

Colacem è uno dei principali produttori di cemento attivi in Italia. Oltre agli impianti presenti sul territorio nazionale, l’azienda gestisce stabilimenti in altri Paesi europei, in Centro America e in Nord Africa, confermando una vocazione internazionale che si è consolidata nel corso dei decenni.

Colabeton: stessa linea, medesima guida

Anche Colabeton S.p.A. si dota di un Consiglio di Amministrazione rinnovato. I componenti nominati sono Carlo, Marco, Maria Carmela e Ubaldo Colaiacovo. La struttura del vertice ricalca quella già adottata per Colacem: Carlo Colaiacovo è presidente, Ubaldo Colaiacovo vicepresidente, e insieme ricoprono il ruolo di Amministratori Delegati con pieni poteri.

Colabeton opera nel comparto del calcestruzzo preconfezionato ed è annoverata tra i principali operatori italiani per ampiezza della rete produttiva e capacità di erogazione del servizio. La sua presenza capillare sul territorio la rende un riferimento solido per il settore delle costruzioni.

Un Gruppo da 1,15 miliardi di euro e 2.600 dipendenti

Il perimetro del Gruppo Financo va però ben oltre il cemento e il calcestruzzo. Con un fatturato consolidato che supera 1,15 miliardi di euro e una forza lavoro di circa 2.600 dipendenti, Financo è una realtà articolata e diversificata. Accanto alle attività industriali core, il Gruppo è presente nell’ospitalità con il Park Hotel ai Cappuccini e Poggiovalle, nei trasporti industriali attraverso Tracem e Inba, nell’editoria televisiva con Umbria Televisioni, nel brokeraggio assicurativo con Grifo Brokers e nello sport motoristico con la gestione dell’Autodromo di Misano.

Una composizione che riflette una strategia di sviluppo pluriennale, costruita attorno a una vocazione industriale forte ma aperta alla diversificazione.

Il senso di responsabilità come filo conduttore

In una dichiarazione congiunta, i componenti dei due nuovi Consigli di Amministrazione hanno tracciato le coordinate del loro mandato. Al centro del messaggio c’è la consapevolezza del ruolo che Colacem e Colabeton svolgono, non solo come aziende, ma come presidi occupazionali e sociali per il territorio umbro e per le comunità in cui il Gruppo è radicato.

Oltre 2.500 famiglie — tra dipendenti diretti e lavoratori dell’indotto — dipendono in modo significativo dall’attività del Gruppo. Questo dato è stato esplicitamente richiamato dai nuovi amministratori come elemento che orienta le scelte e impone un approccio responsabile alla gestione.

Autonomia, radicamento e visione industriale

Tra le priorità dichiarate figura la salvaguardia dell’autonomia del Gruppo, considerata una garanzia per la stabilità futura dei lavoratori e dei territori. Il nuovo assetto punta a rafforzare i processi industriali, ad accelerare l’innovazione tecnologica e a migliorare in modo continuo la qualità dei prodotti, le performance aziendali e i risultati in termini di sostenibilità.

Altrettanto centrale, nella visione espressa dal nuovo vertice, è il rapporto con i partner esterni: clienti, fornitori e stakeholder di vario genere, considerati parte integrante di un ecosistema che sostiene la crescita del Gruppo da generazioni.

Il rinnovo degli organi societari si configura quindi non come un semplice atto amministrativo, ma come il segnale concreto di una volontà di continuità e rilancio, con una governance più compatta e una catena di comando definita con precisione.

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