(umbriajournal.com) by Avi News FOLIGNO – “Qualsiasi dimensione etica nasce dal rapporto tra desideri e legge. I desideri si possono esplicare cioè solo se e nel modo in cui la legge lo consente. Purtroppo in Italia mancano sempre più entrambi i fattori. Pericolosa è soprattutto la caduta dei desideri perché dimostra una mancanza di vitalità. Di conseguenza, il rapporto con la legge neanche si pone perché c’è soltanto un’accettazione formale della legalità o addirittura troppa legge che ottiene poi il risultato inverso a quello voluto”. È quanto affermato da Giuseppe De Rita, presidente del Censis e dell’associazione Nemetria, a conclusione del 23esimo convegno ‘Etica ed economia’, promosso a Foligno, venerdì 24 ottobre, proprio da Nemetria, con il supporto della Federazione delle Bcc di Lazio, Umbria e Sardegna (Federlus). Un momento di riflessione che si è incentrato in particolare sul tema de ‘L’etica collettiva di un paese manifatturiero’. “In Italia – ha affermato ancora De Rita – la mancanza di desideri si ripercuote sul mondo manifatturiero. Le imprese che sono andate male non sono quelle che hanno puntato sull’esportazione ma quelle che avevano solo un mercato interno. Il sistema produttivo italiano soffre perché non ci sono più grandi desideri e di conseguenza il mercato interno non riparte”. “Le Bcc – ha ricordato Paolo Grignaschi, direttore generale di Federlus, presente all’evento – si sono sempre caratterizzate per il rispetto della legalità e delle norme. Il desiderio è sempre quello di sostenere lo sviluppo dei territori ed essere protagonisti di un futuro all’altezza del nostro passato”.
A confrontarsi sui temi della conferenza sono stati poi Angelo Maria Petroni, segretario generale dell’Aspen institute, Salvatore Rossi, direttore generale della Banca d’Italia, Giovanni Sabatini, direttore generale dell’Associazione bancaria d’Italia, e Alessandro Profumo, presidente del Monte dei Paschi di Siena. “Banche e imprese – ha detto Sabatini – hanno oggi un obiettivo comune: crescita e sviluppo. Sviluppo che deve però essere qualificato come sostenibile con banche e imprese che devono essere responsabili non soltanto nei confronti dei loro azionisti ma nei confronti della collettività”. “L’etica è per definizione collettiva – ha commentato Petroni –. Bisogna capire che i sistemi economici funzionano tutti insieme. Nel breve periodo i comportamenti opportunistici possono anche pagare ma non nel medio lungo periodo. Il miglior modo di proteggere i propri interessi è far si che si affermino valori comuni”.
A prendere la parola sono stati anche i rappresentanti di importanti imprese quali Alberto Bombassei, presidente della Brembo Spa, Giulio Gallazzi, presidente e amministratore delegato di Sri group, e Alessandro Gilotti, presidente e amministratore delegato di Kuwait petroleum Italia Spa. “Non è possibile parlare di etica d’impresa senza parlare di etica delle istituzioni – ha detto Gilotti –. Non faccio riferimento solo ad aspetti di illegalità e corruzione ma all’inefficienza dell’apparato statale che spesso contribuisce alla mancanza di etica favorendo quelle aziende che utilizzano strumenti poco legali oppure si trovano a loro agio nei meandri di una burocrazia eccessivamente contorta”.
Nicola Torrini

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