Fermare lo smantellamento progressivo delle acciaierie di Terni 🔴▶

 
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Fermare lo smantellamento progressivo delle acciaierie di Terni

Fermare lo smantellamento progressivo delle acciaierie di Terni

Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Eleonora Pace annuncia la presentazione di una mozione che mira ad impegnare la Giunta ad “intervenire con forza sul Governo nazionale per un’azione decisa in grado di fermare lo smantellamento progressivo delle acciaierie di Terni e avviare un confronto con la multinazionale e con l’Unione europea per contestualizzare la situazione e garantire per il presente e per il futuro un ruolo di protagonismo per le acciaierie ternane”.

SINTESI
Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Eleonora Pace annuncia la presentazione di una mozione, condivisa e firmata anche da tutti i capigruppo della maggioranza, Stefano Pastorelli (Lega), Roberto Morroni (FI) e Paola Agabiti Urbani (‘Tesei per l’Umbria’) che mira ad impegnare la Giunta ad “intervenire con forza con forza sul Governo nazionale per un’azione decisa in grado di fermare lo smantellamento progressivo delle acciaierie di Terni e avviare un confronto con la multinazionale e con l’Unione europea per contestualizzare la situazione e garantire per il presente e per il futuro un ruolo di protagonismo per le acciaierie ternane”.

L’atto, condiviso e firmato anche dagli altri capigruppo della maggioranza, Stefano Pastorelli (Lega), Roberto Morroni (FI) e Paola Agabiti Urbani (‘Tesei per l’Umbria’) chiede all’Esecutivo di Palazzo Donini di “adottare tutte le iniziative presso il Governo nazionale per l’apertura di un tavolo di confronto interistituzionale permanente con la multinazionale, aperto alle rappresentanze dei lavoratori, diretto e coordinato direttamente dalla Presidenza del Consiglio”, ma anche di chiedere al Governo di “intervenire con tempestività e determinazione verso l’Unione Europea e la stessa Commissione Europea, al fine di prevenire scelte che contrastino con gli interessi di migliaia di lavoratori e di un sito produttivo altamente competitivo nello scenario europeo e mondiale quale quello rappresentato dalle acciaierie di Terni”.

Nel ricordare che “il gruppo Thyssenkrupp ha comunicato nei giorni scorsi, senza alcun preavviso o interlocuzione con i livelli istituzionali, la volontà di cercare nuove partnership o addirittura l’ipotesi di cedere l’intero comparto siderurgico”, Pace rimarca come l’Ast di Terni rappresenti “uno dei più grandi siti industriali dell’Italia centrale con un fatturato che rappresenta il 15 per cento dell’intero PIL dell’Umbria occupando direttamente più di 2.400 addetti mentre altre centinaia sono i lavoratori coinvolti nei servizi e nell’indotto”.

  • un’azione di logoramento da parte dell’Azienda

Nell’evidenziare “un’azione di logoramento da parte dell’Azienda che da anni ciclicamente ripropone ipotesi di vendita causando incertezza”, definendo “inaccettabile la comunicazione fatta da ThyssenKrupp in ordine alla possibile vendita dello stabilimento AST, approfittando di un’emergenza sanitaria che nulla c’entra con volontà già manifestate nel 2013 e replicate nel 2017 e che tanti danni di credibilità e affidabilità nei mercati e nei compratori hanno arrecato al sito di Terni”, Pace definisce “inaccettabile la modalità con la quale siano stati divulgati i contenuti, che altro non fanno che aggiungere un altro tassello alla strategia di ridimensionamento produttivo e occupazionale del sito siderurgico sconfessando gli accordi a partire dal 2014 ed i vari piani industriali presentati in questi anni e tradendo le assicurazioni fornite alla Commissione Europea al momento della riacquisizione della proprietà di AST dopo il blocco della vendita alla Outokumpu”.

Per Pace, “in questo quadro di incertezza risulta assolutamente necessario vigilare ogni scelta riguardante il sito ternano, assicurando, al di la di quello che sarà l’approdo finale di questa vicenda, la valorizzazione del patrimonio di competenze produttive proprie dell’area ternana e della regione nel suo complesso; le misure di investimento idonee a preservare i livelli tecnologici degli impianti e delle produzioni e garantire la sicurezza dei lavoratori nonché a garantire risorse per il raggiungimento di un più elevato livello di compatibilità ambientale; il mantenimento di livelli produttivi e di standard occupazionali che hanno una forte correlazione sia nel polo siderurgico che in tutto l’indotto”.

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