Export, i distretti umbri segnano una crescita del 9,2%

arte-maglieria-staff2Nel 2013 l’export dei distretti umbri è cresciuto del 9,2%, ben al di sopra della media italiana (+4,5%), anche se nell’ultimo quarto dell’anno i distretti dell’Umbria hanno sperimentato una decelerazione dei valori esportati. Lo rivela un monitoraggio realizzato dal Servizio Studi di Intesa Sanpaolo per  Casse di Risparmio dell’Umbria che analizza l’andamento dell’export di tre distretti: quello della maglieria e dell’abbigliamento di Perugia, quello del mobile dell’Alta Valle del Tevere e il distretto dell’olio umbro.

Complessivamente, tra il 2009 e il 2013 le esportazioni umbre hanno fatto segnare un balzo del 56%, salendo alla cifra record di 599 milioni di euro. Contestualmente l’avanzo commerciale si è portato a quota 338 milioni di euro, il doppio rispetto a tre anni prima. Su livelli record sia l’olio umbro sia la maglieria e l’abbigliamento di Perugia che nel 2013 hanno evidenziato una crescita dell’export pari rispettivamente al 7,7% e al 9,4%. In forte ripresa il Mobile dell’Alta Valle del Tevere (+12,2%) anche se ancora non ha raggiunto i livelli pre-crisi del 2008.

Le esportazioni dei distretti umbri sono cresciute a ritmi sostenuti negli Stati Uniti, dove hanno mostrato un progresso del 14% nel 2013. La crescita dell’export è stata a doppia cifra anche in altri importanti mercati tradizionali, come il Giappone (+15,6%) e il Regno Unito (+19,8%), ed emergenti, come la Russia (+14,9%) e Hong Kong (+13,8%). Buono l’aumento delle vendite in Svizzera e Germania che diventano rispettivamente secondo e quarto mercato di sbocco commerciale. Complessivamente sono 16 i Paesi in cui le esportazioni dei distretti umbri hanno raggiunto nuovi picchi storici (export superiore a 5 milioni di euro). Maggiori difficoltà sono state incontrate nel 2013 su alcuni mercati europei: tra questi Francia, Paesi Bassi, Belgio e Spagna e, al di fuori del contesto europeo, in Canada.

Dai dati sugli ammortizzatori sociali emergono segnali contrastanti, con l’incremento nel 2013 della cassa integrazione guadagni (CIG) straordinaria, che solitamente sottende situazioni di crisi aziendale e che ha raggiunto livelli di massimo storico. Su questi dati pesa la debolezza del mercato interno. Le indicazioni che emergono dai dati di CIG dei primi due mesi del 2014 evidenziano peraltro un rientro della componente sia ordinaria sia straordinaria e un’accelerazione di quella in deroga.

Scendendo nel dettaglio, nei quattro trimestri 2013 le esportazioni dei distretti umbri hanno avuto andamenti un po’ altalenanti. In particolare, l’export del mobile dell’Alta Valle del Tevere ha registrato un forte balzo nel terzo trimestre 2013 (+42,4%) chiudendo invece l’ultimo quarto dell’anno con una consistente decelerazione delle vendite (+2,4%). Inoltre si sono registrati rallentamenti delle export anche per la Maglieria e l’abbigliamento di Perugia, rispetto al picco del secondo trimestre 2013, mentre l’Olio umbro ha ripreso il sentiero di crescita nell’ultimo trimestre dell’anno dopo la sostanziale stazionarietà del terzo trimestre.

La Maglieria e l’abbigliamento di Perugia, con l’eccezione di Francia, Spagna e Belgio, ha registrato performance straordinarie in tutti i suoi principali sbocchi commerciali, con in testa gli Stati Uniti, dove le vendite sono raddoppiate in tre anni, salendo a 72 milioni di euro e ritornando al di sopra dei valori toccati nel 2000. L’analisi di lungo periodo evidenzia come il distretto nel corso degli ultimi tredici anni sia stato in grado di rivedere l’orientamento geografico delle sue esportazioni, superando brillantemente la minore domanda proveniente dalla Germania, con il recupero dei valori esportati negli Stati Uniti e, soprattutto, con l’affermazione in Svizzera (spesso utilizzata come base logistica per accedere ad altri mercati), Giappone, e in alcuni nuovi mercati come la Russia (20 milioni di euro esportati nel 2013, dai poco meno di 12 milioni del 2008) e Hong Kong (9,4 milioni di export nel 2013, cui vanno aggiunti i 4,9 milioni esportati in Cina).

Anche l’olio umbro negli ultimi anni è molto cresciuto sul mercato americano. Le esportazioni verso gli Stati Uniti, tra il 2010 e il 2012, sono quasi raddoppiate raggiungendo i 46,6 milioni di euro, per poi portarsi a 53 milioni di euro nel 2013. Nel contempo, il Canada è divenuto il secondo sbocco commerciale del distretto (14,3 milioni di euro esportati), seguito dalla Polonia che in pochi anni ha scalato la classifica delle principali mete commerciali del distretto. Negli ultimi anni, poi, l’attenzione del distretto è aumentata anche per Giappone, Cina, Russia dove i livelli esportati sono ancora bassi ma in forte crescita. In Cina e Russia, ad esempio, le esportazioni di olio umbro sono salite in pochi anni a poco meno di 7 milioni di euro, da meno di un milione di euro del 2000.

In ripresa il Mobile dell’Alta Valle del Tevere dove le esportazioni sono tornate a crescere dopo la fase di stallo dei tre anni precedenti. Peraltro non è ancora stato raggiunto il livello record di 63 milioni di euro toccato nel 2008. Nel 2013 le vendite del distretto hanno sofferto in Francia, Canada, Svizzera mentre sono aumentate in Germania.

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