Cuochi e addetti ai lavori del settore ristorazione dell’Umbria ancora in protesta 🔴 VIDEO

 
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Cuochi e addetti ai lavori del settore ristorazione dell’Umbria ancora in protesta

Cuochi e addetti ai lavori del settore ristorazione dell’Umbria ancora in protesta

Cuochi e addetti ai lavori del settore ristorazione dell’Umbria continuano la protesta contro le nuove imposizioni del decreto draghi in merito alle riaperture. Mercoledì mattina dopo una conferenza stampa cui hanno partecipato rappresentanti dell’Unione regionale cuochi umbri e dell’Associazione provinciale cuochi sia di Perugia che di Terni, si sono ritrovati a palazzo dei Priori di Perugia, dove all’interno dell’aula del consiglio, hanno incontrato il sindaco Andrea Romizi e dagli assessori comunali Gabriele Ciottoli e Clara Pastorelli.

Tra gli altri era presente il maestro Francesco Favorito, noto pasticcere di fama internazionale. I dati del Centro Studi Fipe Confcommercio certificano lo stato di crisi che vive la ristorazione italiana, che in Umbria, nel 2020, ha perso 548.254.000 di euro di fatturato rispetto all’anno precedente. “Con la crisi provocata dalle restrizioni per il contenimento dell’epidemia COVID-19 – hanno detto -, si è visto un forte peggioramento dello stato di salute del settore ristorazione, con contrazioni economiche fino al 64% rispetto al 2019, e con un clima di fiducia sceso dal 92% del 2019 fino al 22% del 2020”.

I cuochi dell’Umbria non si accontentano dei ristori, peraltro giudicati inadeguati, ma chiedono che la crisi derivante dall’emergenza sanitaria sia l’occasione per ridare professionalità alla categoria.

“Chiediamo il riconoscimento della professione a livello nazionale e l’istituzione di registri professionali per tutelare le professionalità coinvolte nella ristorazione – evidenzia il cuoco perugino Michele Radicchia -. In una cucina devono lavorare persone effettivamente preparate e che abbiano le caratteristi – che necessarie. Non solo, vogliamo che il lavoro di cuoco sia riconosciuto come usurante e che vengano avviati percorsi formativi adeguati per migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro”.



 

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