Crel, Tesei, economia umbra è in forte ritardo su quella italiana

 
Chiama o scrivi in redazione


Donatella Tesei, recovery, il confronto deve essere più capillare

Crel, Tesei, economia umbra è in forte ritardo su quella italiana

“Dal 2008 c’è stato un crollo del Pil. La spesa per investimenti è diminuita in modo notevole. L’economia umbra è in forte ritardo su quella italiana. Dal 2013 ad oggi l’Umbria ha subito un vero crollo demografico, portando gli over 65 ad essere più del doppio degli under 25. E’ l’intervento conclusivo della presidente della Regione Umbria, Donatella TESEI, alla fine dei lavori della Conferenza regionale dell’Economia e del Lavoro (CREL). Tutto ciò prefigura un sistema economico e sociale non sostenibile. L’impatto della pandemia è stato quindi aggravato dall’eredità che ci portavamo dietro. È stato molto complesso trovare le soluzioni più appropriate in questo anno e mezzo. E i dati emersi durante i lavori di questi giorni saranno utili per le scelte del futuro. Il sistema umbro è imploso sulla mancanza di fiducia, sulla bassa natalità e sui bassi investimenti. Le imprese umbre più importanti non sono state sostenute. Non è stata curata l’attrattività turistica e quella verso chi vuole studiare e fare investimenti.

Non si è costituito un solido blocco delle Regioni dell’Italia centrale, che pure rappresentano il 25 percento del Pil nazionale. Le università di Umbria, Marche ed Abruzzo hanno attivato una collaborazione che ha portato a tavoli tematici di rilevante interesse. L’interlocuzione si è ampliata a Lazio e Toscana, anche rispetto alle infrastrutture e alle fermate del Frecciarossa. Un primo risultato è stato raggiunto, contenendo la caduta del Pil sul livello di quella nazionale (-9 percento). Ciò significa che lo sforzo per una inversione di tendenza si inizia a materializzare. L’Umbria sta dimostrando di poter essere resiliente e di essere pronta a ripartire. Le politiche economiche che la nostra Amministrazione ha portato avanti cominciano a dare i primi risultati. Abbiamo rimodulato per primi i fondi comunitari reinvestendoli in quantità mai viste sul territorio.

Abbiamo varato bandi per il ristoro per non lasciare indietro nessuno. C’è ancora molto da fare per la ripresa ma abbiamo gli strumenti per farlo. Nel 2020 c’è stato un intervento straordinario sul turismo, che si è rivelato importantissimo, portando ad una ripresa storica che ha contagiato anche i consumi e la fiducia. Guardiamo al futuro con un cauto ottimismo mentre affrontiamo un’altra sfida, quella di agganciare la ripresa del Pil ai livelli nazionali. Agiremo per raggiungere dieci obiettivi. Implementare i treni veloci per portare l’Umbria fuori dall’isolamento. Implementare l’aeroporto per consentire ai turisti di arrivare nella nostra regione, attraendo investimenti in tutti i settori. Realizzare le grandi opere per le quali sono aperte molte interlocuzioni e che verranno agevolate dal tavolo con le regioni del Centro.

Garantire l’accesso digitale per tutte le aree comprese quelle marginali e interne. Investire sulle filiere per garantire un futuro ai nostri giovani. Sostenere le piccole e medie imprese potenziando la capacità manageriale, la transizione digitale e l’internazionalizzazione. Impegnarsi per le famiglie e per le donne, garantendo la coniugazione dei tempi di vita e di lavoro. Investire sul turismo e sul posizionamento dell’Umbria. Lavoreremo per ottenere la realizzazione di molta parte dei progetti del Pnnr. Dovremo accelerare ancora di più sulla ricostruzione, che dopo 4 anni di stasi, dal 2020, ha fatto registrare un cambio di passo. L’Italia del cratere può essere il più grande cantiere d’Europa, sfruttando le risorse aggiuntive da destinare allo sviluppo economico e al contrasto allo spopolamento di quei territori. La sanità è l’ambito fondamentale, la precondizione per tutti gli interventi. Lavoreremo per il post-Covid, per il nuovo Piano sanitario, per rinforzare la medicina del territorio”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*