Contratti locazione canone concordato, Asppi “per definizione, affidarsi a noi”

Giacomo Iucci, segretario Asppi Perugia

(umbriajournal.com) by Avi News PERUGIA – “È importante nella predisposizione dei contratti di locazione a canone concordato affidarsi ad associazioni in grado di definire correttamente la zona omogenea di riferimento, l’esatta individuazione dei parametri propri dell’immobile, nonché la regolare superficie da considerare ai fini del calcolo per evitare contenziosi tra le parti o con l’Agenzia delle entrate”. Lo sostiene Giacomo Iucci, segretario provinciale di Perugia dell’Associazione sindacale piccoli proprietari immobiliari, ricordando come questo tipo di contratto sia regolato dalla legge 431 del 1998 che demanda ad appositi accordi comunali, sottoscritti dalle associazioni della proprietà edilizia e da quelle dei conduttori, la definizione dei criteri di stipula compresa la determinazione del canone di affitto. “Gli accordi stabiliscono il valore minimo e massimo del canone – ha spiegato Iucci – tenendo conto delle aree omogenee nelle quali è stato suddiviso il territorio comunale, la metratura dell’immobile, nonché i parametri propri dell’unità immobiliare per l’esatta individuazione della subfascia di riferimento”. I contratti a canone concordato consentono vantaggi fiscali al proprietario sia nell’ipotesi di tassazione Irpef ordinaria che in caso di adesione alla cedolare secca, con la possibilità per l’inquilino di ottenere un canone inferiore a quello di mercato. “Nell’ipotesi di tassazione ordinaria – ha aggiunto Iucci –, il canone percepito dal locatore viene riportato in dichiarazione dei redditi con una riduzione sulla base imponibile di oltre il 30 per cento. Ad esempio, con un canone di locazione pari a 10mila euro l’anno la base imponibile su cui si calcola l’Irpef è di 6.650 euro per i contratti concordati e di 9.500 euro per i contratti a canone libero. Se il locatore, invece, decide di aderire alla cedolare secca il canone annuo percepito viene interamente tassato con una percentuale pari al 10 per cento per l’anno 2014, ma fino al 2017. Se si percepisce un canone di locazione di 10mila euro l’anno, questo subisce un’imposta annuale di mille euro per i contratti concordati e di 2.100 euro per i contratti a canone libero che hanno la cedolare al 21 per cento”.

 

2 Commenti

  1. Salve vorrei sapere quali sono i requisiti per definire una cucina abitabile ai fini del contratto a canone concordato e dove trovare i riferimenti normativi in vigore . Grazie mille

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