Confindustria Umbria, Bonomi, ‘su Patto Italia rimasto solo…’

 
Chiama o scrivi in redazione


Confindustria Umbria, Bonomi, ‘su Patto Italia rimasto solo…’

“La mia posizione sembra dura, difficile, ma la deve tenere per il futuro del Paese perchè sembra che non interessi più a nessuno, sono tutti concentrati sull’oggi, sul dividendo elettorale”. Così il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi all’assemblea di Confindustria Umbria. “Il governo ha dilapidato la fiducia degli italiani del primo lockdown per le scelte scriteriate che hanno portato alla seconda ondata”, aggiunge facendo l’esempio della scuola: “prima apre, poi chiude, prima aprono le medie superiori, poi chiudono e aprono quelle inferiori…io ho 3 figli e faccio più fatica a stare dietro la loro agenda che a quella della mia impresa”, racconta ancora. “6 mesi per discutere dei banchi con le rotelle e poi? chi ha figli lo sa…sono finiti tutti negli scantinati”.

© Protetto da Copyright DMCA

“Nel corso dell’assemblea di Confindustria ho lanciato l’idea di un grande patto per l’Italia. Sono rimasto solo: molto probabilmente a nessuno interessa il futuro di questo Paese. Ma noi non molleremo perché gli imprenditori hanno cuore questo paese”. Così il presidente di viale dell’Astronomia nel corso dell’assemblea di Confindustria Umbria denuncia la caduta nel vuoto dell’appello lanciato il giorno del suo debutto al vertice dell’associazione.

“La grande occasione da cogliere non è il Recovery Fund o lo scostamento di bilancio ma quella di fare delle riforme di cui questo il paese ha necessità e che per mille motivi non siamo mai riusciti a fare. E io per questo sono molto arrabbiato perché non vedo nessuno che ha voglia di cogliere questa grande occasione che abbiamo di trasformare il paese”, prosegue.

“Bisogna fare le riforme che servono. Fare le riforme perché un’opera pubblica si possa fare nei tempi corretti, come fanno tutti gli altri paesi e non in 15 anni o dopo aver nominato 50 commissari straordinari, che tra l’altro non sono ancora stati nominati nonostante ce l’avessero promesso a luglio scorso. La realizzazione di grandi opere pubbliche era nel programma dell’ultimo governo Berlusconi, ma vi rendete conto? E questo è il paese moderno ? Non credo sia questa la traiettoria ma oggi abbiamo l’occasione per trasformarla, per cambiarla, per dare una direzione nuova. Su questo vorrei una bella discussione con il governo, le parto sociali, i sindacati”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*