Cominciati i saldi, abiti estivi e scarpe quelli più cercati, ma il caldo frena

 
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Cominciati i saldi, abiti estivi e scarpe quelli più cercati, ma il caldo frena

I maxi sconti, cominciati in ritardo rispetto agli anni passati, potrebbero portare un po’ di liquidità alle attività commerciali. Gli oggetti più cercati sono abiti estivi e scarpe. Un appuntamento quest’anno particolarmente atteso dalle imprese del settore abbigliamento e calzature, ma si spera anche dai consumatori umbri, che mai come questa estate potranno contare su una offerta così ricca di occasioni interessanti a causa degli effetti dell’emergenza economica sul settore, che ha bloccato le vendite per mesi.

Il caldo di questi giorni aiuta poco. La gente circola al mattino presto, mentre nelle ore di punta del pomeriggio sono pochissime le persone.

“La proposta di prorogare al 1° agosto i saldi è partita proprio dall’Umbria – sottolinea il presidente di Federmoda Umbria Confcommercio Carlo Petrini – ed è stata validata da un sondaggio tra le imprese condotto a livello nazionale. Speriamo che l’occasione dei saldi estivi serva a far uscire le persone e farle entrare nei negozi, dove l’afflusso è notevolmente diminuito.

Quello che ci auguriamo”, conclude il presidente di Federmoda Umbria Confcommercio, “è che le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio – secondo le quali quest’anno per l’acquisto di capi scontati ogni famiglia spenderà oltre il 40% in meno, in media 135 euro, meno di 60 euro pro capite – in Umbria siano smentite e si ottengano risultati migliori. Il nostro settore, infatti, è quello più danneggiato dall’emergenza economica, con cali del fatturato intorno al 50% dalla riapertura e per tutto giugno. Alcuni negozi non hanno nemmeno riaperto. Tra le altre misure per le quali ci stiamo battendo, anche la richiesta al governo di una proroga per le scadenze fiscali e i pagamenti previsti nel mese di settembre: tutti insieme piegherebbero definitivamente anche molte imprese che cercano di resistere”.

LE REGOLE PER I SALDI 2020 NON SONO CAMBIATE

Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (art. 130 e ss. Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.

Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.

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