Centro studi economici Unises, a Verona, Brescia e Bergamo i prossimi convegni

Farà tappa in Veneto per poi tornare nuovamente in Lombardia, dopo gli incontri già promossi a Milano, Varese, Monza e Pavia, il tour nazionale avviato ad aprile a Perugia dal Centro Studi Economici UNISES per presentare il Piano Quadro “Italia Obiettivo 2035 – Benchmark Macroeconomici per il paese Italia” ed il “Piano Nazionale di Ammodernamento Urbanistico – Effetti sullo sviluppo economico e sull’occupazione nel paese Italia”.

I progetti verranno illustrati nel corso di tre convegni consecutivi, ad oltre 900 professionisti iscritti nelle città di:
– Verona il 29 ottobre nel Best Western CTC Hotel – San Giovanni Lupatoto (VR)
– Brescia il 30 ottobre all’Auditorium “Monsignor Capretti”
– Bergamo il 31 ottobre all’interno del Centro Sociale Colognola “Auditorium San Sisto”

Numerose le istituzioni che hanno già garantito il proprio supporto al Centro Studi Economici UNISES, tra cui l’Assessore all’Urbanistica e Pianificazione per lo Sviluppo Sostenibile del Comune di Brescia Michela Tiboni e l’Assessore alla riqualificazione urbana, edilizia pubblica e privata, patrimonio immobiliare del Comune di Bergamo Francesco Valesini.

Durante i tre incontri, l’economista del Centro Studi UNISES Stefano Baldassini illustrerà i potenziali effetti sul sistema paese Italia del Piano Nazionale Quadro ITALIA OBIETTIVO 2035, sottolineando la necessità di quattro macro-riforme fondamentali per far uscire il Paese dalla crisi economico-finanziaria:
– un ammodernamento dell’assetto istituzionale, ormai obsoleto e con troppi centri di potere e burocrazia;
– uno snellimento del quadro normativo con oltre 300.000 leggi, che impediscono all‘Italia di essere competitiva rispetto ad altri player europei che operano mediamente con circa 10.000 norme;
– l’istituzione di strumenti di programmazione a medio lungo termine per stimolare l’economia reale (PIANI SISTEMICI NAZIONALI) su alcuni settori strategici tra i quali: urbanistica, manifatturiero, agroalimentare, turismo e infrastrutture;
– l’istituzione di FONDI STRUTTURALI DEDICATI per porre fine al corrente blackout-finanziario sull’economia reale.

Del PIANO NAZIONALE DI AMMODERNAMENTO URBANISTICO verranno illustrati:
1) i presupposti attuativi;
2) la stima degli interventi di appalti edili stimolati dal Piano Nazionale;
3) le analisi econometriche su:
– PIL prodotto dal Piano Nazionale ante e post moltiplicatore;
– occupazione stimolata dal Piano Nazionale;
– pianificazione riduzione della pressione fiscale;
– effetti del Piano Nazionale sul rapporto debito pubblico/Pil;
– effetti del Piano Nazionale sul rapporto debito privato/Pil;
– fabbisogno e sostenibilità finanziaria del Piano Nazionale;
– effetti prodotti dal Piano Nazionale sul conto economico della pubblica amministrazione a legislazione vigente nel breve e medio termine.

Da parte di Esponenti degli Ordini e dei Collegi Professionali, che con UNISES hanno co-promosso le tre tappe, verranno apportati significativi contributi tecnici e giuridici.

Si rappresenta che tutte le tappe hanno ottenuto una pluralità di accreditamenti ai fini del rilascio di crediti per la formazione professionale, da numerosi Ordini e Collegi professionali come di seguito riepilogato:

TAPPA DI VERONA DEL 29 OTTOBRE
1) Collegio dei Geometri e dei Geometri Laureati della Provincia di Verona (1 credito formativo)
2) Ordine degli Avvocati di Verona (2 crediti formativi)
3) Collegio dei Periti Industriali della provincia di Verona (4 crediti formativi)
4) Collegio dei Periti Agrari della provincia di Verona (4 crediti formativi)

TAPPA DI BRESCIA DEL 30 OTTOBRE
1) Collegio dei Geometri e dei Geometri Laureati della provincia di Brescia (2 crediti formativi)
2) Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Brescia (4 crediti formativi)
3) Ordine degli Avvocati di Brescia (2 crediti formativi)
4) Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Brescia (4 crediti formativi)
5) Ordine dei Geologi della Lombardia (4 crediti formativi)
6) Ordine degli Ingegneri della provincia di Brescia (3 crediti formativi)

TAPPA DI BERGAMO DEL 31 OTTOBRE
1) Ordine degli Architetti di Bergamo (4 crediti formativi)
2) Ordine degli Avvocati di Bergamo (2 crediti formativi)
3) Collegio dei Periti Industriali della provincia di Bergamo (3 crediti formativi)
4) Collegio dei Geometri e dei Geometri Laureati della provincia di Bergamo (4 crediti formativi)

In questi mesi, UNISES sta inoltre promuovendo una serie di richieste di AUDIZIONI e CONFRONTI presso Commissioni Consiliari Regionali, Conferenza Stato Regioni, Anci Regionali, Commissioni Parlamentari e Ministeriali, Governo, Banca d’Italia, ABI, Ordini e Collegi Professionali Nazionali, medie e grandi Aziende, Associazioni Nazionali di Categorie e Associazioni Sindacali, il tutto, al fine di stimolare la convergenza di tutte le forze sociali pubbliche e private verso un PROTOCOLLO DI RETE per avviare un PIANO NAZIONALE DI RIFORME che strutturalmente affronti la MODERNIZZAZIONE del Paese Italia, lo SVILUPPO ECONOMICO SOSTENIBILE, la distribuzione della ricchezza creata attraverso livelli di piena OCCUPAZIONE.

Si prospetta per l’Ente di ricerca UNISES un piano permanente di azione su scala nazionale – apartitico – con carattere di utilità sociale.

Ogni più ampio approfondimento è disponibile sul canale unises.org

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Fondato a fine 2013 da un gruppo di manager con esperienze in ambito nazionale ed internazionale, il Centro Studi Economici UNISES si è fin da subito attivato per elaborare e proporre soluzioni strutturali finalizzate a far uscire l’Italia dall’attuale crisi e avviare un percorso di crescita e sviluppo economico sostenibile attraverso l’adozione di Piani Sistemici Nazionali, ovvero funzionali a stimolare una crescita sostenibile del paese Italia.

Dopo un primo periodo di pianificazione, l’11 aprile 2014 al Centro Capitini di Perugia UNISES ha avviato il tour permanente nazionale presentando il primo progetto: il “Piano Nazionale di Ammodernamento Urbanistico – Effetti sullo sviluppo economico e sull’occupazione del Paese Italia”.

Successivamente, hanno fatto seguito i convegni di: Terni 28 maggio 2014, Orvieto 19 giugno, Milano 2 luglio, Varese 24 settembre, Monza 25 settembre e Pavia 26 settembre; inoltre, fino a tutto il 2015 sono stati calendarizzati oltre 100 convegni in tutte le principali città italiane, in occasione dei quali saranno illustrati nel dettaglio i benchmark macro-economici di una pluralità di piani strategici per l’Italia:

– Italia Obiettivo 2035

– Piano Nazionale di Ammodernamento Urbanistico

-Piano Sistemico Nazionale Fondi Strutturali

– Piano Sistemico Nazionale Settore Manifatturiero

– Piano Sistemico Nazionale Settore Agricolo

– Piano Sistemico Nazionale Settore Turistico

– Piano Sistemico Nazionale Rigenerazione e Potenziamento Infrastrutture

A questi, si aggiungeranno poi nel 2016 altri Piani Sistemici Nazionali dedicati a settori privati e pubblici di: industria, energia, logistica dei trasporti, istruzione, ricerca e welfare.

“La corrente crisi economico-finanziaria – afferma il fondatore di UNISES, l’economista Stefano Baldassini – deve rappresentare lo stimolo per avviare un grande piano d’investimenti strutturali che puntino: a uno sviluppo economico sostenibile, alla capacità di competere nel contesto internazionale, alla creazione di valore e relativa distribuzione attraverso livelli di piena occupazione. Non ha alcun senso limitarsi a copiare i modelli che altrove funzionano bene, senza prima guardare alle proprie basi strutturali macroeconomiche. Quello che serve è una visione politica, economica e sociale organica quanto coerente con le reali potenzialità del Paese in grado di guidare, passo dopo passo, l’Italia verso una nuova fase di sviluppo e crescita per i prossimi decenni”.

L’obiettivo di UNISES è quello di coinvolgere in questo ampio progetto organi governativi, imprenditori, professionisti e rappresentanti delle forze sociali facendoli convergere verso un imponente sforzo d’implementazione e adozione di nuovi modelli di sviluppo economico nel rispetto, per altro, dei protocolli di armonizzazione e stabilità nazionali, europei e internazionali.

In questo contesto, il Centro Studi UNISES sta avanzando richieste per audizioni ai maggiori rappresentanti istituzionali pubblici (Governo, Regioni, Anci, Banca d’Italia, Banca Centrale Europea) e privati (consigli nazionali di ordini e collegi professionali, associazioni d’impresa e sindacali, partiti politici e i maggiori organi di informazione).

Per garantire l’attuazione dei Piani Sistemici Nazionali è necessario derogare l’attuale quanto sclerotizzato quadro normativo, in attesa di un suo riassetto e semplificazione che, vista le complessità potranno essere traguardati entro i prossimi dieci/venti anni. Contestualmente è indispensabile istituire “Fondi Strutturali Dedicati” per porre fine al corrente black out finanziario sull’economia reale, ovvero istituire una società di scopo sistemica quotata in borsa e partecipata da Banche e  Stato in grado:

– di emettere obbligazioni con elevato rating in virtù dell’assetto societario sopra indicato, di una governante dualistica con un Consiglio di Sorveglianza e uno di Gestione;

– di raccogliere provvista presso i grandi investitori internazionali piuttosto che presso la BCE, in ragione di “concordati” quantitative easing;

– di garantire la restituzione di capitali e interessi grazie a una sorta di garanzia d’ultima istanza, rappresentata da un’imposta di tutela dei fondi strutturali da applicare su base collettiva, quale strumento per regolare anno per anno le eventuali sofferenze sugli impieghi di ogni singolo fondo strutturale istituito, stante la funzione di utilità sociale degli stessi.

L’interesse riscosso dalle iniziative di UNISES è essenzialmente dovuto ai seguenti fattori:

1) il coinvolgimento delle Istituzioni Pubbliche e degli operatori privati, quest’ultimi sia singolarmente che come ordini e colleghi professionali, associazioni di categoria e sindacali.

2) la metodologia del Centro Studi UNISES, incentrata su analisi sistemiche basate su dati verificabili e che punto per punto dimostra come raggiungere i risultati indicati.

3) gli obiettivi proposti, condivisi, concreti, pianificati sul lungo termine e d’interesse pubblico nazionale, finalizzati alla realizzazione di riforme strutturali dedicate a stimolare investitori finanziari ed economici ad assistere la crescita dell’economia reale, a creare occupazione, ad abbattere la pressione fiscale ed il debito pubblico.

4) le risorse certe, sostenibili e reperibili mediante il binomio strategico Piani Sistemici Nazionali e Fondi Strutturali Dedicati, rispetto ai quali risultano essere fondamentali le linee guida proposte dal Centro Studi UNISES sostenute, per altro, da approfondite analisi econometriche.

“Occorre un approccio nuovo alla programmazione – spiega l’economista Baldassini – per alzarsi dai “tavoli di crisi” e sedersi su di un banco di lavoro dotato di tutti gli strumenti e risorse per avviare un processo di sviluppo e crescita.

Il binomio Piani Sistemici Nazionali e Fondi Strutturali, attraverso una gestione affidata per legge ad un organo indipendente con garanzia di trasparenza e di rendicontazione, è il meccanismo per uscire da un ‘cattivo equilibrio’ ed entrare in un ‘equilibrio alternativo’ adeguato per competere rispetto i nuovi assetti geopolitici internazionali, stabile e duraturo. Il Capitalisno del XXI secolo deve abbandonare gli approcci di pianificazione approssimativa e di massima e passare a processi di analisi, programmazione e attuazione di lungo termine, in grado di modificare e modernizzare strutturalmente il Paese, di avviare un cambiamento coordinato verso migliori performance economiche e di offrire prospettive di lavoro per le generazioni attuali e future”.

Tutte le informazioni sui Piani Sistemici Nazionali, sui convegni in programma, sulle attività promosse in questi primi mesi sono presenti sul canale UNISES.ORG e sulle pagine Facebook e Twitter di UNISES.

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