Il sottosegretario Delrio e il ministro Guidi non hanno convinto azienda e sindacati che hanno rigettato la proposta d’accordo. La trattativa per l’Ast si rompe nel peggiore dei modi. L’azienda avrebbe già pronte le lettere di licenziamento che potrebbero partire già da domani mattina. I sindacati giovedì 9 faranno il punto con i lavoratori in assemblea.
L’amministratore delegato di Ast, Lucia Morselli, ha respinto la proposta di mediazione Guidi-Delrio.
L’ora di “meditazione” non è servita a scongiurare il peggio e ora la trattativa sembra aver imboccato la strada della rottura definitiva. Il lodo Guidi-Delrio “non è piaciuto” neanche ai sindacati che hanno fatto le loro deduzioni al Governo.
La proposta del Governo per Ast prevede che il piano industriale dell’azienda sia cambiato nel senso dell’impegno a garantire il mantenimento del sito industriale e della capacità produttiva dell’area a caldo e dell’area a freddo. Previsti quindi investimenti per 110 milioni più lo spostamento a Terni della linea di laminazione di Torino ed il rafforzamento della struttura commerciale sia sul mercato italiano che su quello internazionale. Si riduce così l’impatto occupazionale, da 550 unità a 290, da gestire – secondo la proposta del Mise – con procedure di mobilità volontaria e incentivata.
Il Governo ha inoltre offerto un’azione attiva di ricollocamento dei lavoratori eventualmente residuali dal processo di uscita. Sono confermati apprendistato e contratti a termine. In questo quadro il Governo ha proposto una mediazione che consente il mantenimento di importanti istituti contrattuali e il rinvio al confronto in sede aziendale per altri istituti del contratto integrativo.

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