Resta il nodo sicurezza sulla “rampa scorie”
L’area dell’incidente all’interno dello stabilimento Ast di Terni è stata dissequestrata, ma la produzione nell’area a caldo resta bloccata. Gli operai incaricati del trasporto delle pajole, contenitori per l’acciaio fuso, si rifiutano di riprendere il lavoro, chiedendo interventi concreti sulla sicurezza, in particolare lungo la cosiddetta “rampa scorie”. Il blocco è iniziato dopo il grave infortunio che ha coinvolto un operaio ventiseienne della Tapojarvi, azienda finlandese che gestisce le scorie all’interno del sito di viale Brin.
L’incidente, avvenuto lunedì, ha visto il ferimento dell’operaio, ora ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Sant’Eugenio di Roma. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Marco Stramaglia, sono in corso per chiarire le cause dell’evento, ipotizzando lesioni colpose aggravate dalla possibile violazione delle norme di sicurezza. Nel frattempo, l’azienda ha disposto alcuni interventi per migliorare la viabilità tra i forni e l’area scorie, cercando di riparare buche e avvallamenti che rendono pericoloso il trasporto del materiale. Tuttavia, questi primi lavori non sono stati ritenuti sufficienti dai lavoratori, che mantengono lo stop.
Da tempo i sindacati avevano segnalato criticità lungo la rampa scorie, un percorso strategico che collega i forni con l’area di trattamento. Tra i problemi denunciati figurano:
- Condizioni del manto stradale, ritenute precarie e possibili cause dell’incidente;
- Illuminazione insufficiente, che riduce la visibilità e aumenta il rischio per i mezzi in transito;
- Veicoli impiegati nel trasporto, di marche diverse e con caratteristiche tecniche non uniformi;
- Misure di sicurezza inadeguate, più volte contestate dai lavoratori e dai loro rappresentanti.
Il mezzo coinvolto nel rogo, un Kress, è andato completamente distrutto dalle fiamme, mentre l’incendio ha riacceso le proteste interne. Le sigle sindacali chiedono impegni precisi da parte di Tapojarvi e della proprietà Arvedi per garantire condizioni di lavoro sicure e rispettose delle normative vigenti.
Il dissequestro dell’area, deciso mercoledì sera, non ha sbloccato la situazione, perché i lavoratori restano in attesa di risposte concrete. La vertenza appare sempre più tesa, con un braccio di ferro tra operai e dirigenza. L’eventuale prolungamento dello stop potrebbe impattare significativamente sulla produzione dell’acciaieria, rendendo urgente una mediazione tra le parti per trovare una soluzione condivisa.

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