Arvedi sollecita misure su energia e rottami ferrosi a Terni

Arvedi sollecita misure su energia e rottami ferrosi a Terni

Accordo di programma, investiti 516 milioni sui 557 previsti

📌 FLASH NEWS – Ast di Terni, Urso apre il monitoraggio dell’accordo: investiti 516 milioni su 557 previsti entro il 2028. Arvedi chiede risposte sui costi energetici. La Regione punta sull’idroelettrico dal 2029 e sulla centrale di Pentima

La prima verifica dell’intesa

Gli investimenti per l’ammodernamento dell’acciaieria di Terni avanzano, ma il costo dell’energia resta il nodo posto dal gruppo Arvedi. È il quadro emerso dalla prima riunione di monitoraggio dell’accordo di programma per Ast, presieduta dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso a 14 mesi dalla firma dell’intesa. Nel corso del confronto, il ministro ha sostenuto che gli impegni assunti dal Governo sono stati mantenuti, richiamando in particolare i contratti di sviluppo. Azienda e organizzazioni sindacali hanno ribadito la necessità di individuare una soluzione per i costi energetici. Per Arvedi, il loro livello attuale è insostenibile: la questione rimane quindi aperta mentre prosegue la verifica sull’attuazione dell’accordo.

Investimenti e occupazione 

Per Ast Terni risultano investiti 516 milioni di euro destinati all’ammodernamento e alla decarbonizzazione dell’acciaieria. L’accordo di programma prevede investimenti complessivi per 557 milioni entro il 2028. La riunione ha consentito di fare il punto sulle somme già impiegate rispetto all’obiettivo fissato dall’intesa. Sul fronte del lavoro, secondo i dati illustrati, sono stati mantenuti i livelli occupazionali. Lo stabilimento conta oltre 2.500 dipendenti diretti, ai quali si aggiungono mille lavoratori dell’indotto. Investimenti e occupazione sono due degli elementi esaminati nel monitoraggio, mentre l’azienda continua a chiedere interventi sui fattori che incidono sui costi di produzione.

Energia idroelettrica e centrale di Pentima

La Regione Umbria ha ribadito l’impegno a garantire all’acciaieria energia idroelettrica proveniente dagli impianti della zona. L’orizzonte indicato è il 2029, anno in cui scadranno le concessioni. Questa prospettiva è stata richiamata nel confronto sull’approvvigionamento energetico, senza risolvere la richiesta di misure immediate avanzata da Arvedi.
È stato inoltre dato il via libera a una gara autonoma per la gestione della centrale di Pentima. Il passaggio riguarda un altro elemento del quadro energetico discusso al tavolo ministeriale. Restano distinti, dunque, i tempi legati alla scadenza delle concessioni idroelettriche e la necessità espressa dall’azienda di contenere i costi nel presente.

L’attesa per la normativa sui rottami

Tra le misure considerate prioritarie figura la nuova normativa nazionale sui crediti d’imposta per l’acquisto e l’utilizzo di rottami ferrosi. Il provvedimento è al vaglio dell’Unione europea. Arvedi ne attende l’applicazione per ridurre i costi di produzione dei forni elettrici.
La prima riunione di monitoraggio registra quindi l’avanzamento degli investimenti previsti dall’accordo e la tenuta dei livelli occupazionali. La questione energetica e la misura fiscale sui rottami restano invece al centro delle richieste dell’azienda e del confronto con le istituzioni e i sindacati.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*