Artigianato umbro: nell’ultimo decennio, perse 3.715 imprese

 
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Artigianato umbro: nell’ultimo decennio, perse 3.715 imprese

Artigianato umbro: nell’ultimo decennio, perse 3.715 imprese

Artigianato umbro: nell’ultimo decennio, perse 3.715 imprese, di cui 2.692 individuali. La variazione percentuale negativa è di meno 15,5%, sia per quanto riferito al totale delle imprese artigiane registrate, che per le imprese artigiane individuali, che in Umbria rappresentano il 72,4% del totale.

Dal 2011 al 2021, l’artigianato umbro si è contratto in media ogni anno dell’1,5%, un taglio netto che equivale a 370 imprese per ogni anno del decennio osservato. Al 31 marzo 2021, in Umbria le imprese artigiane sono 20.225, di cui 14.652 imprese individuali (il 72,4%). Dieci anni fa (2011) erano 3.715 in più, con lo stock complessivo che raggiungeva quota 23.940.

L’indagine traccia un quadro in piena trasformazione e denso di difficoltà: le imprese artigiane dimuiscono e allo stesso tempo la classe imprenditoriale invecchia. Nel decennio ‘11/’21 calano gli imprenditori artigiani umbri più giovani, gli under 30, del 56%, quelli della fascia 30/49 anni del 38%.

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E, al contrario, aumentano i più maturi: + 21% nella fascia 50/ 69 anni e + 31% gli over 70. Covid, solo 1 artigiano su 2 conta su rientro fatturato entro il 2022.

Ma chi innova nel digitale migliora le prospettive future.

A dare evidenza allo studio sull’evoluzione delle imprese individuali artigiane nell’ultimo decennio, realizzato da Unioncamere nazionale e Infocamere, il Presidente della Camera di Commercio dell’Umbria Giorgio Mencaroni.

“L’indagine che pubblichiamo oggi traccia un quadro che si allarga sull’intero ultimo decennio e porta alla luce un sistema produttivo in difficoltà, alla ricerca di una propria nuova dimensione,  dotata di contenuti funzionali a una rinnovata identità,  capace di condurre le imprese verso una più alta e spiccata capacità di competere”. A parlare è Giorgio Mencaroni, Presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, che ha presentato i risultati dell’indagine di Unioncamere e Infocamere sull’evoluzione delle imprese artigiane nel decennio 2011-2021.

“L’artigianato umbro – ha argomentato il Presidente Mencaroni – sta vivendo una profonda fase di trasformazione, densa di difficoltà, per certi versi epocali: le imprese artigiane dimuiscono, la classe imprenditoriale invecchia e i giovani si allontanano dai mestieri. Dobbiamo invertire questa tendenza. Ad ogni costo, perché l’artigianato resta un caposaldo della nostra economia regionale, della nostra storia d’impresa, della nostra cultura, della nostra tradizione identitaria”.

L’Artigianato, nell’articolazione dei suoi vari settori,  ricorda lo studio di Unioncamere e Infocamere, pesa per il 9,5% del Pil nazionale  e rappresenta il 21,2% delle imprese italiane, ma nonostante questo perde appeal nei confronti dei giovani.  Negll’ultimo decennio l’artigianato umbro ha perso in valori assoluti,  518 imprese guidate da imprenditori under 30 (- 56%), 3.690  imprese di imprenditori da 30 a 49 anni (- 38%). Al contrario, si allargano le fasce di età più mature:  1.329 imprese in più (+21,6%) nella fascia di età 50-69 e 184 imprese in più (+ 31,3%) tra la fascia degli over 70.

Il Covid, ovviamente, ha appesantito la situazione. Nel 2020 si stima una riduzione del fatturato per il 70% delle imprese artigiane, contro il 63% delle altre imprese. E anche sul futuro gli artigiani sono molto cauti. Solo il 54% prevede di recuperare i livelli produttivi pre covid entro il prossimo anno, una quota che scende addirittura al 46% per quelle realtà artigianali alle prese con problemi di passaggio generazionale.

            “A rischio la “staffetta generazionale”:  meno di 1 giovane artigiano under 30 per ogni titolare over70. Analizzando il progressivo spostamento dell’età dei titolari di imprese artigiane emerge che se nel 2011 per ogni imprenditore artigiano over 70 c’erano almeno due titolari d’impresa under 30 pronti a sostituirlo, nel 2021 questo “ricambio” tra generazioni è sceso a meno di uno. La riduzione dei titolari under 30 tocca più da vicino gli uomini (-62,1% nel decennio ‘11/’21) che le donne (-23,4%), mentre l’invecchiamento colpisce più le donne degli uomini (+52% le over 70 artigiane contro il +27,3% gli over 70 uomini).

 

 

L’artigiano è ancora un mestiere per uomini, ma crescono le donne. Nella circoscrizione Centro Italia – Umbria, quanto al genere, si ricava che l’artigianato resta ancora un mestiere a forte prevalenza maschile. Ma qualcosa sta cambiando, il “rapporto di genere” , ovvero quanti uomini per ogni 100 donne, è migliorato nel tempo passando nel Centro Italia – Umbria da 493 del 2011 a 420 del 2021 (- 74 uomini nel rapporto ogni 100 donne).

 

 

Anche nell’éra digitale, il profilo dell’impresa artigiana umbra resta fortemente ancorato alla dimensione individuale. Alla fine di marzo di quest’anno il 72,4% di tutte le imprese artigiane umbre operava con la forma individuale,  la più semplice, ma anche la meno strutturata.

 

Su base provinciale l’artigianato umbro al 31 marzo 2021 conta in provincia di Perugia su 15.632 imprese, di cui 11.321 individuali. La variazione negativa nel decennio 11-21 è del 16,1%, in valori assoluti 3.008 imprese perse.

In provincia di Terni lo stock di imprese artigiane è al 31 marzo 2021 è di 4.593 unità, di cui 3.331 imprese individuali. Il calo nell’ultimo decennio è pari a 707  unità, – 13,3%.

 

 

Tab. 1 – Distribuzione regionale delle imprese artigiane al 31 marzo 2021

Totale imprese e di cui imprese individuali

Stock al 31.03.2021 e variazioni, assolute e percentuali, rispetto al 31 marzo 2011

  Imprese registrate al

31.03.2021

Variazione assoluta 31.03.2011-31.03.2021 Variazione %

nel periodo

Regione Totale imprese di cui individuali % Totale imprese di cui individuali % Totale imprese di cui individuali
ABRUZZO 29.032 22.679 78,1% -7.082 -6.123 79,8% -19,6% -21,3%
BASILICATA 10.058 8.204 81,6% -1.782 -1.715 83,8% -15,1% -17,3%
CALABRIA 32.510 26.999 83,0% -4.355 -4.437 85,3% -11,8% -14,1%
CAMPANIA 69.888 58.207 83,3% -5.214 -4.816 83,9% -6,9% -7,6%
EMILIA ROMAGNA 124.266 92.690 74,6% -17.613 -13.272 74,7% -12,4% -12,5%
FRIULI-VENEZIA GIULIA 27.562 21.123 76,6% -2.615 -1.672 75,5% -8,7% -7,3%
LAZIO 96.421 80.441 83,4% -5.652 -3.883 82,6% -5,5% -4,6%
LIGURIA 43.184 34.945 80,9% -3.619 -2.662 80,4% -7,7% -7,1%
LOMBARDIA 241.011 182.931 75,9% -25.761 -19.227 75,8% -9,7% -9,5%
MARCHE 43.305 30.691 70,9% -7.195 -5.471 71,6% -14,2% -15,1%
MOLISE 6.339 5.134 81,0% -1.137 -964 81,6% -15,2% -15,8%
PIEMONTE 114.508 90.761 79,3% -21.063 -16.691 79,3% -15,5% -15,5%
PUGLIA 67.166 55.937 83,3% -10.414 -9.614 84,5% -13,4% -14,7%
SARDEGNA 34.253 27.228 79,5% -7.081 -5.822 80,0% -17,1% -17,6%
SICILIA 71.967 59.689 82,9% -11.558 -11.762 85,5% -13,8% -16,5%
TOSCANA 102.212 77.407 75,7% -15.358 -11.516 75,6% -13,1% -13,0%
TRENTINO – ALTO ADIGE 26.222 18.901 72,1% -578 -344 71,8% -2,2% -1,8%
UMBRIA               20.225 14.652 72,4% -3.715 -2.692 72,4% -15,5% -15,5%
VALLE D’AOSTA 3.554 2.877 81,0% -654 -500 80,3% -15,5% -14,8%
VENETO 123.962 89.168 71,9% -18.105 -14.766 73,2% -12,7% -14,2%
ITALIA 1.287.645 1.000.664 77,7% -170.551 -137.949 78,1% -11,7% -12,1%

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